22 nov 2009

Dal Quadrupede al Bipede

K1LL5W1TCH | Robotica

Se c’è qualcosa che proprio non si può dire della Boston Dynamics, è che si adagino sugli allori. Dopo aver presentato il BigDog, la società è al lavoro su una sfida un pò più impegnativa, che non coinvolge quattro piedi, ma due. E’ il Petman, prototipo di androide bipede che si distingue, come al solito, per l’eccezionale capacità di equilibrio, nonchè per quello strano sentimento di disturbante somiglianza, o per meglio dire, imitazione, di atteggiamenti umani.

Naturalmente la Boston Dynamics non punta alle sfilate in passerella: l’impiego del Petman si rivolgerà al settore militare come per il suo predecessore, ed in questo caso l’androide bipede potrebbe venire utilizzato per la navigazione in ambienti a rischio di agenti chimici tossici, e per l’analisi di elementi atmosferici come la temperatura e l’umidità che entreranno in gioco in una simulazione mirata a stabilire la pericolosità per un soldato in carne ed ossa.
Il Petman ha richiesto 13 mesi di progettazione e 17 per la costruzione, e a detta della società è molto versatile nei movimenti – arrivando anche a strisciare.

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08 nov 2009

Dopo la Pioggia

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Come si potrà capire mi sono finalmente ripreso dal viaggio a Lucca, che porta con sè l’ebbrezza della convention ma anche il peso di un tour de force massacrante per gambe e piedi (e quindi anche per il resto del corpo).
Se trovo un angolo di tempo per dedicarmici, pubblico anche qualche foto.
Intanto riprendo il normale ciclo aperiodico del blog, e non ditemi che non vi bastano sei articoli: da domani si torna ai due appuntamenti settimanali.

Ma dato che sono buono (o stanco, una delle due), vi offro anche un bonus: un doppio arcobaleno di Bracciano, che fa sempre piacere – anche se dal vivo i colori erano nettamente più vividi.

doppioarco

Robottoni in Uruguay

Internet

Veramente notevole il cortometraggio Ataque de Pánico!, diretto dall’uruguayano Fede Alvarez, che con un budget alquanto limitato (300 dollari se non ricordo male) ha portato su schermo un’invasione di astronavi e robottoni giganti che ancora una volta mi porta ad ammirare le potenzialità amatoriali degli appassionati di cinema. Se non sbaglio la frequenza con cui emergono piccole chicche di qualità come questa sta aumentando, e la cosa non può che farmi piacere.

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Pubblicità Ctonica

World of Weird
ivar_ad

Ci sono cose in cielo ed in terra – ma anche il mare non scherza, specie quando di mezzo ci sono le grandi ambizioni di un imprenditore come Ivar Haglund, la cui eredità continua a permeare la baia del Puget Sound anche a 24 anni dalla sua morte.

ivarhaglundPersonalità di grande vedute, quella di Haglund, troppo avanti sia sul presente che sul futuro – oppure sintonizzate su un futuro che sembra appartenere più a Bioshock che alla nostra realtà. Il mare esercitava su di lui un fascino – commerciale – fuori dal comune, e la visione di sottomarini di linea doveva apparirgli fin troppo vicina, se negli anni ‘50 ha scritto una canzoncina commemorativa per l’inaugurazione del servizio. D’altronde non è possibile escludere una certa eccentricità, se si pensa all’incontro di boxe tra il pugile “Two-Ton Tony Galeno” ed un polipo – ma la fantasia di Haglund non era completamente campata in aria (o in acqua, che dir si voglia).

E così, nel corso dell’anno, Paul Dorpat, storico di Seattle, ha rinvenuto all’ultimo piano del quartier generale di Haglund, al Pier 54, da dove dirigeva la sua catena di ristoranti, una mappa che riportava tutte le informazioni su un progetto alquanto bizzarro che era stato avviato nel 1954: la costruzione di una serie di sette cartelloni da ancorare al fondo marino della baia, pubblicità per i suoi ristoranti destinata ai passeggeri dei sottomarini che avrebbero solcato le onde.

L’attuale presidente della Ivar, Bob Donegan, ci va cauto: “Potrebbe essere una truffa”, dice, “Ecco perchè stiamo attenti nel confermarne l’autenticità.” Perchè effettivamente, basandosi sulla mappa di Dorpat, sono stati recuperati dagli abissi (parliamo di 20-25 metri di profondità!) ben tre cartelloni pubblicitari in acciaio inossidabile di 2×7 metri circa, dotati di fondamenta di cemento.
Il primo, ritrovato il 21 agosto scorso, recita: “La Zuppa di Pesce di Ivar. Vale la pena emergere. 75 cents a tazza” (non si può dire che Haglund mancasse di umorismo, d’altronde il suo motto era Keep Clam, gioco di parole su Keep Calm, mantenete la vongola piuttosto che la calma).
E il secondo: “Offerta Speciale del Tuffatore. I ragazzi sotto i 12 anni mangiano gratis.”
Attualmente sono stati visitati cinque dei sette punti segnalati sulla mappa di Ivar.

Dorpat conferma che è tutto vero, e fa valere la sua conoscenza personale di Ivar Haglund, che ha intervistato più volte e sul quale sta scrivendo un libro. Donegan, da parte sua, ha preso la palla al balzo ed ha cominciato a capitalizzare sulla scoperta con un sito web ed una serie di spot televisivi: sempre di pubblicità si tratta.

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Lo Scanner Impudico

Paranoia & Sorveglianza | Supercontrollo

Perquisizioni addio! Basta con le scomode pratiche aeroportuali, basta con i disagevoli svestimenti di cappotto, scarpe e cinture. La RapiScan System ha infatti messo a punto un nuovo sistema di rilevazione che può esaminare il corpo umano nella sua interezza, alla ricerca di armi o esplosivi nascosti. Con una breve permanenza in un’apposita cabina, una pioggia di onde elettromagnetiche genererà le informazioni sufficienti per ricostruire un’immagine tridimensionale in bianco e nero del soggetto.
Un’immagine tridimensionale nuda.

Lo scanner, che costa 80 mila sterline ad esemplare, è talmente potente da rilevare ingrandimenti del seno, piercing e da ritrarre la sagoma dei genitali dei passeggeri che vi si sottopongono. Lo staff dell’aeroporto di Heathrow, nel quale è stato testato dal 2004 al 2008, dichiara che le immagini non sono pornografiche, e che vengono distrutte immediatamente dopo i necessari controlli. Gli agenti che esaminano le immagini si trovano in una locazione remota.

Dichiara infatti Sarah Barrett, dell’assistenza clienti dell’aeroporto: “Questo scanner rende inutile il disturbo di spogliarsi. Le immagini non sono nè erotiche nè pornografiche, e non possono venire intercettate o memorizzate in alcun modo”.
La Barrett rassicura anche sugli effetti delle radiazioni coinvolte nel processo: “I passeggeri possono attraversare questo dispositivo per 5 mila volte all’anno senza preoccuparsi. Il quantitativo di radiazioni trasmesse è minuscolo.”

I passeggeri potranno eventualmente rifiutarsi di sottoporsi al rilevamento – almeno per ora. Il sistema dovrebbe venire adottato in Inghilterra entro la fine dell’anno, e gli scanner si stanno diffondendo anche negli USA, dopo i test effettuati agli aeroporti di Los Angeles e New York.

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Un Lento Omicidio

Internet

Pare che abbia riscosso un discreto successo il long-trailer realizzato da Richard Gale per questo horror che ricorda, per la sua demenzialità, la nostrana Shortcut di Maccio Capatonda e company. Il titolo è The Horribly Slow Murderer with the Extremely Inefficient Weapon, e già dalla natura del titolo lascia intravedere l’intensità surreale della vicenda. Il resto è tutto da vedere – prendetevi una decina di minuti per la visione.

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Fantasmi Urbani Digitali

Internet
argleton

Chissà se Roy Bayfield ha inarcato un sopracciglio, quando un suo collega della Edge Hill University gli ha fatto notare che Google Maps segnalava, poco lontano dalla città di Ormskirk, dove vivono, l’esistenza di una località denominata Argleton – di cui non aveva mai sentito parlare.
Comunque sia, la curiosità si è impadronita di Bayfield, ed ha deciso di andare a verificare: “Ho cominciato a fantasticare su cosa potesse essere quel luogo, un universo alternativo, un mondo sullo stile di Narnia. Sono rimasto affascinato dall’apparizione di un luogo inesistente che tramite internet è riuscito ad acquistare la forza di una semi-esistenza”.
Perchè in effetti Argleton non esiste: sebbene il sito riporti notizie che lo accrediterebbero come una località reale, Bayfield ha controllato e, sul posto, non ci sono altro che campi verdeggianti.

Joe Moran, esperto di mappe della John Moores University di Liverpool, afferma: “Potrebbe essere un errore deliberato per impedire la copia delle mappe. A volte vengono inserite strade inesistenti, così ritrovando gli errori si prova che una mappa è rubata. Ma non ho sentito mai di un caso simile su Google Maps.”

Un portavoce di Google ha invece dichiarato: “Nonostate la grande maggioranza delle informazioni sia corretta, avvengono occasionalmente degli errori. Lavoriamo costantemente per migliorare la qualità e la precisione delle informazioni disponibili su Google Maps, e in questo apprezziamo il feedback dei nostri utenti che ci aiutano. La gente può segnalare un problema direttamente al provider dei dati, in modo che successivamente possa venire aggiornato.”

I dati che hanno provocato l’apparizione di Argleton sono forniti dall’olandese Tele Atlas, che provvederà ad eliminare l’anomalia urbana dalle mappe. Resta il fatto che nè loro, nè quelli di Google sono riusciti a spiegarsi come Argleton sia saltata fuori dal nulla, o meglio dai dati dei loro database.

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Fatta la Legge, Trovato l’Inganno

K1LL5W1TCH | Religione | Società

Secondo la cultura mediorientale, il matrimonio con una donna vergine porta con sè un certo livello di prestigio. Ma il mondo va avanti, i costumi cambiano, le persone si sottraggono alle tradizioni e la tecnologia avanza.
Per cui può capitare che nasca una specie di substrato clandestino in cui un’azienda inventa e commercializza un’imene artificiale che può venire utilizzato da una ex-vergine per rendersi nuovamente illibata, una soluzione più economica e meno intrusiva di un’operazione chirurgica.
Parliamo appunto dell’Artificial Virginity Hymen, un piccolo tampone (peso: 80 grammi) da inserire nella vagina un quarto d’ora circa prima del rapporto sessuale. Il calore corporeo lo espande un poco facendolo aderire alla cavità, e al momento della penetrazione emette la giusta quantità di un liquido simile al sangue. Testato clinicamente contro tossicità, dolori ed allergie. Richiede solo un pò di scena da parte dell’utente.

Apriti cielo: il professor Abdul Mouti Bayoumi dell’università di al-Azhar afferma che l’importazione di tali oggetti equivale a diffondere il vizio, cosa che viene punita con la morta dalla Sharia islamica, ed il parlamento egiziano sta considerando un vero e proprio embargo contro questo e altri prodotti simili.

Questo significa che, in barba all’ortodossia religiosa, potrebbe svilupparsi in Egitto un contrabbando di imeni artificiali.

Eh.
In tutta sincerità, con il dovuto rispetto per i droni, il corporativismo sfrenato e le tecniche di sorveglianza digitale, questa è una delle cose più cyberpunk di cui abbia mai sentito parlare. Davvero.

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