2009 Resume (parziale) /1
K1LL5W1TCH | MedicinaIl termine Eigengrau (in tedesco: grigio intrinseco), denomina il colore visto dall’occhio umano nella completa oscurità. Un colore che non è un nero “puro”, come ci si aspetterebbe, ma una tonalità di grigio dovuta a del “rumore ottico” che rimane impresso sulla retina, ed è indistinguibile dall’azione dei fotoni.
The Pop-Up Book of Phobia è, come si capisce dal titolo, un libro incentrato sulle fobie più note e conosciute, presentate tramite l’insolito medium di un libro con figure a comparsa, che “saltano fuori” quando si spalancano le pagine. L’effetto è affascinante e la realizzazione ben congegnata, come dimostra il video:
Non è proprio il modo in cui uno sognerebbe di diventare un uomo bionico, ma in certi casi non si può proprio lamentare. Lo sa bene Ged Galvin, che in seguito ad un incidente stradale gravissimo è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per sostituire il colon con una versione cibernetica, “costruito” con carne rimossa da una delle gambe, modellata come uno sfintere e dotata di elettrodi per il controllo da remoto, tramite un piccolo telecomando. Si può dire quello che si vuole, ma intanto Galvin non ha più bisogno di utilizzare il sacchetto per la colostomia – e non è poco.
Per chi fosse curioso di conoscere l’esatta percezione dei colori da parte di chi è affetto da una delle varie forme di daltonismo esistenti, è possibile utilizzare il Vision Simulator, un’applicazione in Flash mirata proprio a questo scopo.
Davanti al Benrath Senior Centre di Dusseldorf è stata installata una fermata dell’autobus. Ma a questa fermata non sosta nessun autobus, perchè il suo utilizzo è di natura completamente differente: “bloccare” i pazienti ultra-ottantenni affetti dal morbo di Alzheimer che di loro iniziativa decidono di uscire dall’ospedale per tornarsene alle loro abitazioni. Nella loro memoria a lungo termine la fermata rappresenta un simbolo rassicurante, legato all’idea del ritorno a casa, per cui una volta fuori si sentono spinti ad aspettare l’arrivo del prossimo autobus. Gli infermieri non devono far altro che andare da loro e “ricordargli” che l’autobus passerà più tardi… e nel frattempo gli offrono una tazza di caffè – in questo modo passerà il tempo necessario perchè lo stimolo iniziale della fuga svanisca dalla memoria a breve termine. Può sembrare un metodo un pò cinico, ma è pur sempre preferibile al rischio che i pazienti finiscano con il vagabondare, completamente disorientati, per la città. L’idea ha avuto successo e sta venendo adottata anche da altre case di cura tedesche.
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