L’Abisso ci Guarda
Internet | SocietàIeri sera, grazie ad un sms di Cirunz ho scoperto uno degli ultimi meme nati in Rete, o, secondo quella che per me è una definizione più azzeccata, l’ennesimo Non-Fenomeno.
Magibon/MRirian è una ragazzina dai tratti asiatici che posta video su YouTube, video che le permettono di esibire il suo volto kawaii durante i minuti in cui fissa instancabilmente l’obiettivo della sua webcam, spiccicando qualche parola in un giapponese che pare sia anche stentato, leggendo un libro di grammatica giapponese o producendosi in azioni ugualmente irrilevanti che guastano di poco l’atmosfera minimalista che la circonda (figurativamente almeno).
E c’è poco altro da dire: sul suo profilo dice di avere 21 anni (ma probabilmente solo per una questione di accesso ai filmati di YouTube segnati come “sconsigliati” ad un pubblico di minori), ma si ipotizza che abbia sui 14-15 anni. O forse anche meno.
Intorno a questi video si è sviluppato un certo movimento di persone, ed il numero di visitatori sulle pagine di YouTube è lievitato su cifre piuttosto alte, ma non eccezionali: il delirante discorso della bionda Miss South Carolina al concorso di Miss Teen USA 2007 (di cui ricordavo di aver parlato, e invece sembra di no, vabeh, è andata ormai) ha totalizzato ventuno milioni di visitatori. E non è il video più visto di sempre, per fortuna, anche se al secondo in classifica c’è un video di Avril Lavigne, il che di per sè è già abbastanza grave.
Il successo di Magibon sembra dovuto alla sua “carineria” di bamboccia, e ai suoi ipnotici (così dicono) occhioni neri. Se avete da perdere trenta secondi della vostra vita che nessuno vi ridarà indietro, ecco il video più gettonato. Tutto per voi.
Finora ne avreste fatto a meno, e ora no. Perchè?
Perchè sfrutta in maniera inerziale le enormi capacità di amplificazione di Internet: a leggere i commenti ai video si ritrova nient’altro che curiosità, e tutto grazie ad un semplice passaparola esteso a livello mondiale.
Ma la qualità non viene generata retroattivamente, e sicuramente non viene generata dal gradimento di massa. Penso invece, inevitabilmente, alle parole di Andy Warhol, ai 5 minuti di celebrità disponibili per ciascuno di noi: una notorietà limitata, come quella di Magibon, che viene raggiunta praticamente a costo zero. E non è altro che una nuova espressione del vuoto assoluto che già sperimentiamo nelle televisioni, nel mondo dello show business, del gossip: vuoto mascherato da etichette.
Perchè sarebbe facile dire che questa è arte, pop-art, perchè no? Oppure che ha un suo risvolto sociologico, nella rappresentazione di uno stereotipo. O che sotto sotto c’è una motivazione filosofica, semeiotica (parole a caso, niente più), che so. Lo spettatore che diventa oggetto d’attenzione. Il gesto quotidiano che diventa straordinario. Il contesto, i ruoli, la simbologia dei gesti. Possiamo dire tutto e il contrario di tutto, e non sarà altro che un’opinione sovrapposto ad un Non-Fenomeno. In verità, non c’è nulla di cui discutere. Non è successo niente.
Personalmente non credo che i video siano opera spontanea della bimba dagli occhioni neri. Mi sembra di percepire una certa artificiosità. E mi viene da pensare che sarebbe facile, per un possibile autore, saltare fuori ad un certo punto e motivare al pubblico l’immobilità dei filmati rigettandogli addosso le sue stesse reazioni ai filmati. Ma probabilmente c’è di meno. E magari, come alcuni sospettano, si tratta di un’esca predisposta per attirare pedofili, complice una sorta di seduzione subliminale che per ora è riuscita se non altro a tirar fuori da centinaia di utenti le loro frustrazioni sessuali. Perchè, e questo è pur sempre interessante, Magibon allo stato attuale non è un essere umano, ma un’immagine, astratta e della stessa materia della fantasia. Finchè il contatto è indiretto, separato, remoto, possiamo lasciarlo rimuginare nella propria sfera personale e intima. Il problema nasce piuttosto quando lo stesso processo avviene nella realtà: quando la smania è quella di trasformare le persone in immagini, quando l’attenzione è unicamente orientata verso la persona FATTA immagine.
Ma sto divagando. I cinque minuti si sono esauriti da un pezzo.
Ci sono cose più importanti a cui pensare. Cose più importanti da ricordare.
