Il Paese delle Bocche Larghe
Attualità | Religione | TelevisioneTutto è iniziato intorno alla metà di maggio, quando il documentario Sex Crimes and the Vatican (ed è disponibile anche la trascrizione, sempre in inglese), realizzato da Colm O’Gorman per la BBC Panorama verso la fine del 2006, conosce una nuova popolarità grazie alla diffusione su Internet ed alla sottotitolazione in italiano.
Istantanea è la sollevazione clericale e cattolicistica, il cui fuoco sacro non riesce però ad incenerire la curiosità nei confronti del Crimen Sollicitationis, il documento in latino emesso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (al tempo Sant’Uffizio, ex-Universale Inquisizione) nel 1962, che regolerebbe la “condotta interna” ecclesiastica riguardo ai casi di pedofilia in cui i responsabili sono nientemeno che uomini di Chiesa.
L’atmosfera si fa ancora più calda quando Michele Santoro annuncia di voler acquistare il documentario per trasmetterlo durante una puntata di Anno Zero.
Dalle varie dichiarazioni sembrano sorgere due particolari che mi sembrano rilevanti: il primo è che nessuno ha ancora visto il documentario, e quindi le critiche sono fin troppo specifiche; il secondo è che tutti sembrano ignorare che il filmato era già disponibile via internet, e che tra l’autunno 2006 e oggi è già stato trasmesso in tutto il mondo: e infatti il video era (e ripeto: era) presente sia su YouTube che su Google Video, e da entrambi i siti è stato poi prontamente rimosso. Ma se proprio non vi va di usare il p2p, potete ancora vederlo online su Libero Video (come viene segnalato su Blogosfere High Tech).
Nonostante i tentativi di censura (che testimoniano il disprezzo per il contraddittorio, per il dibattito e la pluralità delle opinioni, nonchè un certo retrogusto di vulnerabilità) e il fondamentalismo moralista, Santoro ha trasmesso il documentario lo scorso giovedì – condito dal sempre interessante intervento di Marco Travaglio:
Riguardo al documentario in sè stesso, non credo ci sia molto da dire. Va visto, e ognuno ne può trarre le debite conclusioni. Ma teniamo conto che il nocciolo del discorso non è di natura statistica (preti pedofili vs preti non-pedofili), ma verte sull’atteggiamento tenuto dal Vaticano nei confronti dei casi di abusi sessuali, con o senza un’eventuale influenza del Crimen Sollicitationis: non c’è una politica di sensibilità, cura e recupero dei bambini abusati. I colpevoli subiscono spesso un mero trasferimento da una diocesi all’altra. Esiste una tendenza concreto a preferire il silenzio, ad evitare lo scandalo.
E forse il punto focale della questione viene riassunto in questa frase di padre Tom Doyle, esperto di diritto canonico intervistato da O’Gorman:
Il Cardinale Ratzinger, che ora è Papa, potrebbe alzarsi domattina e dire: ‘Ecco la politica per tutta la Chiesa. Piena apertura alle autorità civili. Isolamento e dimissioni assolute per tutti i preti colpevoli. Completa disponibilità e trasparenza. Completa disponibilità di tutte le situazioni finanziarie. Fine delle ostruzioni ai procedimenti legali. Cooperazione completa con le autorità civili in tutto il mondo.’ Potrebbe farlo.
E poi, il solito concertino di voci querule.
Sandro Bondi (FI):
Ieri sera ho provato un infinito dolore guardando la trasmissione di Santoro. Ciò che per il popolo italiano e per tutti i fedeli nel mondo, da millenni, è una istituzione e una comunità che ogni giorno testimonia l’amore per l’uomo e per i più deboli, è stata sottoposta ad un processo unilaterale e presentata come una minaccia per i bambini”.
Bondi parla bene di unilateralità, tant’è che offre di parlare solo del bene che ha fatto la Chiesa nei millenni – forse dimentica delle efferatezze che sono state compiute in quegli stessi millenni. E dimostra che in fondo dei bambini gliene frega poco o niente. E più importante difendere la purezza clericale.
Lorenzo Cesa (UdC):
Santoro ieri sera ha fornito un nuovo esempio di tv spazzatura. Pur di recuperare ascolti e credibilità irrimediabilmente persi, il conduttore tenta la strada del sensazionalismo, spacciando reportage vecchi e costruiti sulla base di pregiudizi come scoop giornalistici. Purtroppo per lui, la visione del programma svela la miseria dell’operazione. E’ grave che il direttore generale Cappon e il direttore di rete Marano abbiano autorizzato un’operazione di così basso profilo, che aveva l’unico scopo, fortunatamente fallito, di colpire la Chiesa cattolica.
Cesa invece parla bene di spazzatura, contribuendo di seguito con la propria, con quelle solite accuse che appartengono più ai cortili degli asili nido piuttosto che alle aule politiche. Senza contare le sue costruzioni mentali personali (”spacciando reportage vecchi e costruiti sulla base di pregiudizi come scoop giornalistici”), che sembrano fare parte di un mondo parallelo al quale noi non abbiamo evidentemente accesso.
Francesco Storace (AN):
La completezza dell’informazione esige che la Rai informi anche su quanti milioni di bambini sono salvati dall’opera caritatevole della Chiesa. Solo la fermezza di monsignor Fisichella, ospite evidentemente imposto a Santoro, ha documentato un falso grossolano come quello acquistato dalla Rai con i soldi del canone versato dai cittadini italiani.
Anche Storace è un habituè del gruppo di chi approfitta del suo potere oratorio per spacciare come fatti le proprie opinioni (e questo mi ricorda che devo leggere “La Scomparsa dei Fatti” di Travaglio, sulla situazione giornalistica italiana). Sono sempre stato dell’idea che più uno la spara grossa, più deve delle spiegazioni, una regola che in politica non viene (quasi?) mai adottata. Invece, secondo Storace, occorre un lavoro di equilibrio che ha qualche insita ironia. Presentare i bambini salvati dalla Chiesa per poi parlare di quelli abusati potrebbe avere un grottesco effetto boomerang (dalla padella alla brace).
Roberto Calderoli (Lega Nord):
“[Santoro] si sciacqui la bocca prima di parlare del Santo Padre. Stasera c’è stato un attacco alla Chiesa. La Rai mi fa vergognare. La trasmissione Annozero di questa sera è stata un vero attacco in campo aperto nei confronti di Papa Ratzinger e della Chiesa: si è utilizzato un filmato che ha raccolto i casi di mele marce in tutto il mondo, abilmente pre e post confezionato da Santoro, con un cocktail preparato ad arte per gettare la croce addosso alla Chiesa.
Vabeh, sappiamo tutti bene che Calderoli non fa testo. Rimane sempre e comunque il miglior testimonial del fallimento del sistema politico italiano: Caligola aveva il suo cavallo, noi abbiamo Calderoli.
A ognuno il suo.
Fonte: Repubblica [1][2][3][4]
Technorati Tags: Sex Crimes and the Vatican, Anno Zero

#1
chronobuahuahuhuahua calderoli mi fa sempre morire.. pure perchè ogni intervento può essere riassunto come “UAAAAAARGH CALDEROLI SPACCA PAVIDI PROGRESSISTI/COMUNISTI/LAICI”
#2
conte0Viaggio di studio
“Visto che non si fa che invocare l’esempio della Bbc, la Vigilanza ha chiesto l’autorizzazione ai presidenti di Camera e Senato per una missione in Gran Bretagna, per studiare da vicino la Bbc. Formalizzata la richiesta, prenderemo contatti con l’emittente per stabilire la data”
(Mario Landolfi, An, presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, Ansa, 10 dicembre 2006)
“Apprendo dalla lettura dei giornali che su richiesta di Michele Santoro, la direzione generale della Rai si accingerebbe ad esaminare la proposta di acquisto del reportage ‘Sex crimes and Vatican’, una vecchia inchiesta realizzata dalla britannica Bbc sul coinvolgimento di sacerdoti in vicende di pedofilia, in cui viene chiamato in causa anche l’allora cardinale Ratzinger, presentato come colui il quale coprì i responsabili di tali nefandezze. Una ricostruzione già confutata dal giornale della Cei che ha evidenziato che non solo non vi fu alcun insabbiamento dei casi accertati e che anzi i religiosi coinvolti furono ricondotti allo stato laicale. Una evidente ragione d’opportunità dovrebbe consigliare al direttore Cappon di non aderire alla richiesta del conduttore di Annozero. Gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il servizio pubblico in un plotone mediatico di esecuzione pronto a fare fuoco sulla Chiesa e sul Papa, per di più in nome di una lacunosa se non addirittura calunniosa ricostruzione dei fatti”
(Mario Landolfi, An, presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, Ansa, 20 maggio 2007)
(Marco Travaglio 21 maggio 2007)