L’Occhio di chi Guarda può Anche Sbagliarsi
K1LL5W1TCH | SocietàQuello della bellezza è un tema di grande attualità, in una società che propaganda dei modelli che spesso sono tutto meno che salutari. Ma il potere più grande che può avere uno spot o un’illustrazione su una rivista è quello dell’attribuzione di un valore a tutti gli effetti discutibile: quello di rappresentare la realtà. La gente di successo sembra eternamente giovane, e le ragazze che lavorano nella moda e nella televisione sembrano appartenere ad un mondo in cui la genetica è guidata da un imperativo artistico quasi divino. Basta poi una foto a distanza ravvicinata per far apparire rughe e zampe di galline (beh, a meno che il viso non sia stato completamente desensibilizzato e piallato da continue iniezioni di Botox), e un breve dietro le quinte per scoprire che l’incomparabile bellezza che crea tanti complessi di inferiorità a ragazzi e ragazze (ma non solo) non è altro che un fenomeno transitorio e, soprattutto, artificiale.
La Ogilvy e la Dove hanno prodotto alcuni filmati, tra cui questo che riporto qui, che dimostrano come il confine tra la normalità, la bellezza e la bruttezza siano virtualmente inesistenti, quando si ha a disposizione uno staff di parrucchieri, di truccatori e un minimo di pratica con Photoshop.
(via AdFreak)
