Mentre Dormiamo si Avvicina
Cinema
Oren Peli nasce in Israele, ed a sedici anni lascia la scuola per mettere su una software house e vendere un programma di disegno. Tre anni dopo emigra negli Stati Uniti con la sua fidanzata del tempo, dove studia animazione e programmazione di videogiochi. Dopo una lunga ricerca trovano una casa, e per Peli è un’esperienza nuova: abituato a vivere in piccoli appartamenti, scopre che il silenzio della zona amplifica l’effetto di ogni piccolo rumore notturno. Secondo quanto riferisce egli stesso, scoprì successivamente che leggere scosse di assestamento del terreno erano state la causa di numerosi inspiegabili incidenti, come per esempio dei libri che cadevano spontaneamente dagli scaffali. I fenomeni si presentarono per un paio d’anni, periodo durante il quale l’animo geek di Peli cominciò a rimuginare su possibili fantasmi, e su una rete di telecamere da installare per la casa per scoprire che cosa stava succedendo.
“Se riprendo qualcosa di interessante”, pensò, “potrei trasformarlo in un film”.
Nasce così la sceneggiatura di Paranormal Activity, in cui seguiamo le vicende parallele di una giovane coppia che si trasferisce in una nuova casa, nella quale una serie di misteriosi rumori notturni li spinge ad utilizzare una telecamera per riprendere ciò che avviene mentre dormono.
E stavolta non ci sono scosse di assestamento.
Il film è stato girato in soli sette giorni, nel 2006, proprio nell’abitazione di Peli, con l’aiuto di tre persone, il co-produttore Toni Taylor, la fidanzata Amir Zbeda, ed un suo caro amico. Nella storia è presente una certa dicotomia tra il giorno, in cui le riprese sono libere e dinamiche, e la notte, quando il punto di vista dello spettatore viene fissato all’obiettivo sistemato dalla coppia nella loro camera da letto.
Dato che parliamo di un horror (ma forse film di paura sarebbe più appropriato) guidato da una visione real-cam, è impossibile non accostarlo istintivamente a The Blair Witch Project: ma, come noterà il produttore Steven Schneider, è proprio la telecamera fissa che fa la differenza: “Abbiamo visto così tanti film horror con riprese mobili effettuate con videocamere portatili che un’inquadratura statica sembra quasi un atto sovversivo”.
La parola d’ordine del regista è naturalezza: lascia agli attori un certo grado di improvvisazione, ma raccomanda loro di evitare esposizioni forzate. Rende minima la presenza di sangue, e dirige il comparto sonoro in modo che la sua presenza non sia troppo intrusiva, lavorando sulle frequenze più basse. Non c’è colonna sonora: in molte scene regna il silenzio assoluto.
Paranormal Activity viene presentato all’edizione 2007 dello Screamfest Film Festival, che viene tenuto ogni anno al Chinese Theatre sulla Hollywood Boulevard: il fondatore del festival, Rachel Belofski, lo spinge a inviare una copia al sito Dread Central, il quale apprezza il film e dà il suo pieno supporto. Successivamente un produttore esecutivo della Dreamworks porta la pellicola all’attenzione della Paramount, dove lavorano Steven Schneider e Jason Blum, che aiuteranno Peli a raggiungere le cinematografiche.
Inizialmente il contratto prevedeva che il film venisse girato da capo con un budget più alto: il remake – diretto sempre da Peli – sarebbe stato poi commercializzato, mentre l’originale sarebbe stato incluso sul DVD. Ma i test screening lanciati nella primavera del 2008 ottengono un risultato piuttosto inusuale: molti degli spettatori escono dalla sala prima della fine del film. E non perchè siano annoiati: sono spaventati. Gli esecutivi della Dreamworks decidono quindi che vale la pena far uscire direttamente l’originale, ma impongono un nuovo finale (potenzialmente l’unico punto debole del film).
Purtroppo gli screzi tra la Dreamworks e la Paramount congelano il progetto, e non se ne sente più parlare fino all’estate del 2009, quando viene fissata l’uscita per l’autunno successivo.
E ci siamo arrivati.
Il film verrà lanciato in tredici diverse città: dopo questa iniziale proiezione, la distribuzione verrà affidata agli stessi spettatori. In una mossa che ricorda l’epoca d’oro dei film horror, quando venivano intraprese delle iniziative quasi da circo per attirare l’attenzione (oltre a pubblicizzare un terrore talmente estremo da provocare malori e svenimenti), sarà necessario richiedere il film nelle sale della propria città, a dimostrare il proprio giudizio o un’aspettativa positiva. Sul sito ufficiale è presente un pulsante atto a questo scopo: Demand It!
Finora le reazioni sembrano essere generalmente positive. C’è qualche dubbio – relativo più che altro alla reiterazione del genere “con videocamera”, ma le opinioni non mancano di esprimere un certo entusiasmo, o perlomeno una buona impressione.
Il cast comprende i debuttanti Katie Featherston e Micah Sloat, nonchè Mark Fredrichs, Amber Armstrong e Ashley Palmer, che si dividono tra la televisione ed il teatro (nel caso della Palmer).
Peli intanto sta per cominciare a lavorare sul suo nuovo progetto: un thriller intitolato Area 51, costituito da spezzoni video montati a ricostruire una vicenda già accaduta.
E per concludere ecco di seguito il trailer del film, che, analogamente al collega spagnolo [REC], mostra le reazioni del pubblico in sala durante una proiezione. Personalmente questo non mi impressiona più di tanto, proprio perchè le reazioni sono strettamente personali ed esistono svariati gradi di impressionabilità che vanno a toccare una certa intima esperienza difficilmente condivisibile. Però in questo caso le basi mi sembrano solidi: la notte come una dimensione sconosciuta e quasi ostile, la vulnerabilità del sonno, la sensazione di isolamento dovuta al buio ed al silenzio, la paura dell’estraneo, di una minaccia invisibile che percepiamo più con la mente che con i nostri sensi, e che proprio per questo fa leva su un’ambiguità che mette facilmente radici nelle nostre profondità. Per chi se lo ricorda, si può anche andare a recuperare il vecchio The Entity, che presentava anche lui scene piuttosto inquietanti.
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NoaCerto che se il film è artificioso come il pubblico del trailer… >_<