Aspettando “Year Zero”
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In questi ultimi tempi sono tremendamente disinformato sugli ultimi sviluppi musicali dei miei gruppi preferiti. Il lato positivo della cosa è che spesso rimango sorpreso da novità per me inaspettate.
Un esempio calzante è l’ultimo album dei Nine Inch Nails, “Year Zero“, che si preannuncia piuttosto interessante. Sia perchè mi sembra che abbia più mordente di “With Teeth” (che secondo il mio umile parere aveva a suo favore un paio di tracce meritevoli mentre il resto si perdeva nell’anonimato), sia perchè è un concept album con almeno due chiavi di lettura: quella del ritratto di un governo americano evangelico-dittatoriale del prossimo futuro (poco più di una decina d’anni) e la sua ripercussione distopica sull’attuale politica e condizioni degli USA. Non è una novità che Trent Reznor veda nero il futuro americano, e qui i suoi pensieri diventano palesemente palpabili.
Sull’aspetto meramente tecnico non mi pronuncio, ma dei tre singoli usciti ammetto che “Survivalism” mi si è installato in testa e non è intenzionato a lasciarmi andare. Ogni tanto mi canticchio il ritornello, e non mi accade con molte canzoni, anzi, quasi con nessuna.
Inoltre sono rallegrato dalla partecipazione della 42 Entertainment, che ha collaborato con i NIN per la creazione di un piano di marketing virale basato su una serie di siti collaterali provenienti dal futuro raccontato dall’album. Il tocco dell’azienda si riconosce in pieno: la “sporcizia” delle pagine, a simulare l’interferenza e la collisione tra i due segmenti temporali (il nostro presente e l’Anno Zero di Reznor), e la quantità di messaggi nascosti, criptati, sotto varie forme, dal codice morse alle immagini nascoste nella spettrografia delle canzoni, a numeri di telefono dai quali è possibile ascoltare dialoghi o registrazioni di intercettazioni telefoniche.
Vedremo mai qualcosa del genere in Italia? Io morirei per poter partecipare a qualcosa sullo stile di “I Love Bees” (l’altro grande exploit dei 42 Entertainment, in occasione del lancio di Halo 2, che sfrutta steganografia, crittazione e misteriose interferenze). Ma le speranze credo siano veramente poche.
Comunque, in alto i cuori per l’uscita dei tre singoli di cui parlavo sopra, due dei quali diffusi grazie a penne USB casualmente abbandonate nei bagni dei luoghi dove si sono tenute un paio di date del tour spagnolo dei NIN:
(Nota: è anche uscito un quarto brano, ed a questo punto non sto più neanche a contarli – a mano a mano aggiungo).
My Violent Heart
Survivalism
Me, I’m Not
In This Twilight
In più, un paio dei siti “collaterali” messi su dalla 42 Entertainment per amplificare i temi e la “mitologia” dell’album (che comprendono un attacco bioterroristico a Los Angeles, una droga anti-armi biologiche con effetti stordenti sulla mente umana ed una misteriosa presenza soprannaturale):
Another Version of the Truth (click & drag)
I am Trying to Believe
Church of Plano
E per una panoramica più comprensiva del fenomeno, consiglio i seguenti siti:
Nine Inch Nails Wiki
NINE INCH NAILS. YEAR ZERO.
Technorati Tags: Nine Inch Nails, Year Zero, My Violent Heart, Survivalism, Me, I’m Not, In This Twilight, 42 Entertainment

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BeeTLe BeTHLeHeM NeuRoGRiLL » Blog Archive » La Grande Abbuffata (20/02/2007 - 23:44)[...] Update: qui c’era un accenno a “Year Zero”, il nuovo lavoro dei Nine Inch Nails (o meglio, di Trent Reznor), previsto per metà aprile. L’ho spostato in un post separato. [...]