Archivio: gennaio 2010


27 gen 2010

The TV Show

Internet

Non so per quante volte guarderò questo videoclip, che propone al tempo stesso la varietà degli scenari televisivi (acutamente distinti da diversi colori) ed un fil rouge che diventa sempre più evidente man mano che la situazione degenera nell’assurdo. Senza contare che ad ogni visione aumentano i particolari rilevati, e cresce la consapevolezza dell’interconnessione tra le scene. Il tutto accompagnato da un motivetto elettronico che sottolinea e impartisce il ritmo del filmato. The TV Show: un piccolo spettacolo.

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01 gen 2010

2009 Resume (parziale) /4

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Durante i miei vagabondaggi su Internet non raccolgo solo articoli, anzi, molte volte sono più tentato dall’immediatezza di un’immagine che da paragrafi di testo. A certe tentazioni però non resisto, come ad esempio le illusioni ottiche, che non mancano mai di provocare un certo ludibrio. Ne riporto una selezione, che non vuole essere una raccolta del meglio, anche perchè ne ho altre altrettanto meritevoli sperdute sul mio hard disk.

Partiamo allora con qualcosa di semplice: di immagini che offrono una forte sensazione di movimento e tridimensionalità ne esistono a bizzeffe, ma quella che personalmente ha provocato l’effetto più intenso è senz’altro questa. Quasi ipnotico, e per qualcuno anche nauseante, suppongo.

Su questa pagina dello Scientific American, invece, abbiamo invece un’illusione tanto semplice quanto d’impatto: le due immagini della Torre di Pisa presentate sono identiche, ma il nostro cervello le percepisce come un’unica immagine. E dato che non convergono verso il centro (e non possono essere parallele), il cervello ne deduce che le due immagini sono divergenti tra loro, e quindi sembrano orientate diversamente.

Prendiamo una semplice scacchiera, e poniamo sulle caselle nere dei quadratini bianchi di carta, in modo che la loro disposizione crei una struttura convergente verso il centro: proprio come se si trattasse di una seconda immagine sovrapposta, l’effetto di convergenza sembrerà applicarsi alla scacchiera, distorcendola.

Il seguente video trae ispirazione diretta dal libbriccino Magic Moving Images, che si rifà a illusioni già note nel XIX secolo alla base di strumenti come lo zoetropio: nello specifico in questo caso abbiamo un disegno ottenuto “frammentando” i diversi frame di un’animazione, che con il passaggio di un foglio lucido a bande verticali crea un senso di movimento (spostandolo si passa rapidamente da un frame all’altro, in pratica). Il risultato è senza dubbio affascinante.

Il fatto che per i nostri occhi sia più importante il contrasto tra diversi colori, piuttosto che la tonalità del colore in sè stesso, dà luogo ad interessanti esperimenti. Qui, per esempio, le diverse tonalità di blu diventano uguali quando la linea di contrasto viene coperta: la differenza è visibile ma talmente minima da confondere l’occhio ed il cervello nel riconoscimento dei colori affiancati.

Stesso concetto di cui sopra, esecuzione leggermente diversa.

Ancora parliamo di contrasto, in questo caso portato a livelli estremi di bianco/nero e tonalità di grigio intermedie. Sembrerebbe che i due cerchi lampeggiano sfasati tra loro, ma rimuovendo le immagini che fanno da bordo la situazione si capovolge… provare per credere.

E vado a concludere.

Per chi volesse approfondire ancora di più il senso di stupore di fronte alle illusioni ottiche, non posso che raccomandare il sito di Michael Bach, che ne raccoglie addirittura ottantacinque – credo più che sufficienti per far esplodere un cervello medio.

Ma se per queste illusioni è facile trovare spiegazione nei tanti meccanismi che regolano l’interpretazione delle nostre percezioni, per altre si può parlare di vero e proprio mistero. E’ interessante allora poter assistere al filmato originale, girato in India da una troupe inglese d’altri tempi, che illustra il noto trucco indiano della corda: la corda viene lanciata in aria, si tende come un bastone e ci si può arrampicare sopra come se fosse un bastone, sebbene non sia appesa a nulla. Del trucco in passato ho letto varie versioni, ma certamente vederlo dal vivo è tutt’altra cosa.

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