Archivio: maggio 2009


10 mag 2009

Un Altro Luogo, un Altro Tempo

BeeTLe BeTHLeHeM

Per una serie di convergenze esistenziali negli ultimi giorni sono stato costretto a trascurare il NeuRoGRiLL, e per un altro paio di convergenze simili non ho potuto dargli molto spazio neanche in questo fine settimana. Non voglio comunque lasciarvi a bocca asciutta per troppo tempo, per cui ho deciso di pubblicare una piccola galleria ricavata dall’esplorazione fortuita di uno scatolone pieno di centinaia di cartoline: la maggior parte era facilmente dimenticabile, ma tra questa frivola moltitudine ho trovato qualche piccolo reperto alquanto interessante, come le nove vecchie cartoline che vi propongo in fondo all’articolo, di gusto esotico, appartenenti ad un mondo che sembra quasi più di casa nella finzione letteraria d’avventura che nella nostra realtà.

Parlo di Kairouan, detta anche la città delle trecento moschee, notevole centro urbano medio-orientale di antica origine, fondata nel 670 dal conquistatore Oqba Ibn Nafeh (il suo nome significa proprio “accampamento militare”, ma anche “luogo di riposo”). A metà tra la costa e le catene montuose della Tunisia, conosce nel IX secolo un’epoca di splendore grazie alla dinastia regnante degli Aglabiti, i quali si dimostrano abili mercanti e ancor più abili costruttori.

Realizzano, ad esempio, due grandi bacini, detti appunto “degli Aglabiti”, a partire dalla seconda metà dell’800, per mitigare il clima torrido della zona. Tali bacini, di forma poligonale (48 lati), comunicanti e riceventi acqua tramite un sistema di acquedotti, nascondono un complesso di serbatoi che nel Medio Evo destò l’ammirazione degli storici. Il più grande dei bacini misura ben 128 metri di diametro. Ed uno di questi bacini è attualmente ancora in uso.

Ma Kairouan è anche una delle città sante dell’Islam, la quarta, precisamente (dopo Mecca, Medina, Gerusalemme): degna di nota è la Grande Moschea (Sidi-Uqba), costruita – sempre dagli Aglabiti – dal 672 fino all’836, e che ancora oggi conserva gran parte dei materiali originali. Tra questi le numerose colonne, 414, che sono state prelevate quasi completamente dalle rovine di Cartagine, e secondo una vecchia legge, contarle era proibito, pena l’accecamento. A testimoniare la sua importanza religiosa, si dice che sette pellegrinaggi alla moschea ne valgono quanto uno a la Mecca.
E’ anche possibile visitare la Moschea del Barbiere, detta così per la presenza delle spoglie di Abou Dhama el-Balaoui, uno dei compagni del profeta Maometto che per devozione portava sempre con sè tre peli della sua barba.

Kairouan è senza dubbio una città che possiede un forte fascino medio-orientale, e non a caso è stato il set scelto per girare le scene “egiziane” (quelle al Cairo per intenderci) de I Predatori dell’Arca Perduta. Ma anche le foto che vado a presentare riescono a trasmettere una particolare distanza, temporale e spaziale, che come dicevo all’inizio amplificano l’impressione di trovarsi di fronte ad un mondo diverso, un mondo che oramai si è perduto nel passato.

145 - Moschea di Sidi Abd el-Kader144 - Una Strada99 - Moschea del Barbiere - Porticato e Cortile
76 - Cammelli all'abbeveratoio73 - Bacino degli Aglabiti66 - Un marabutto nel cimitero
35 - La Moschea delle Sciabole17 - Cortile della Grande Moschea8 - Moschea alla Porta di Tunisi

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