Archivio: agosto 2006


29 ago 2006

Cosa Dicono, e Come te lo Dicono \4

Attualità | Terrorismo

Circa due mesi fa, il giornalista investigativo Ed Hass ha deciso di chiedere informazioni all’FBI riguardo ad un curioso particolare rilevato sulla pagina dei ‘Most Wanted’ dedicata ad Osama Bin Laden, nella sezione in cui si spiegano i motivi per cui è ricercato:

USAMA BIN LADEN IS WANTED IN CONNECTION WITH THE AUGUST 7, 1998, BOMBINGS OF THE UNITED STATES EMBASSIES IN DAR ES SALAAM, TANZANIA, AND NAIROBI, KENYA. THESE ATTACKS KILLED OVER 200 PEOPLE. IN ADDITION, BIN LADEN IS A SUSPECT IN OTHER TERRORIST ATTACKS THROUGHOUT THE WORLD.

Fonte: FBI

Come si può notare, non c’è alcun riferimento all’attentato del 9/11, per il quale è stato propagandato ad alta voce il coinvolgimento di Bin Laden, e grazie al quale l’amministrazione Bush ha potuto giustificare l’intervento militare in Afghanistan, per stanare il pericoloso terrorista dalla caverna in cui si nascondeva – ricerca che poi è stata chiusa quasi in sordina dopo un pò di tempo, senza alcun successo. Al suo posto compare una frase, l’ultima, piuttosto generica: “Inoltre, Bin Laden è sospettato di altri attacchi terroristici in tutto il mondo.”
Molto generica.

Racconta Hass:

Il 5 giugno 2006, ho contattato il quartier generale dell’FBI, (202) 324-3000, per capire come mai la pagina dei Most Wanted su Bin Laden non indica che è ricercato anche in riguardo al 9/11. Ho parlato con Rex Tomb, Capo della Pubblicità Investigativa per l’FBI. Quando gli ho chiesto perchè non viene menzionato il 9/11 sulla pagina web, Tomb ha detto: “La ragione per cui il 9/11 non viene menzionato sulla pagina dei Most Wanted su Bin Laden è perchè l’FBI non ha prove definitive che colleghino Bin Laden al 9/11.
Sorpreso dalla facilità con cui questo portavoce dell’FBI ha espresso questa stupefacente dichiarazione, gli ho chiesto com’era possibile. Tomb ha continuato: “Bin Laden non è stato ufficialmente accusato in relazione al 9/11. L’FBI raccoglie le prove. Una volta che sono state raccolte le prove, vengono mandate al Dipartimento di Giustizia. Questo decide se le prove sono sufficienti perchè possano venire presentati al gran giurì federale. Nel caso delle ambasciate americane bombardate nel 1998, Bin Laden è stato ufficialmente accusato dal gran giurì. Non è stato ufficialmente accusato in relazione al 9/11 perchè l’FBI non ha prove definitive che colleghino Bin Laden al 9/11.”

La cosa è in netto contrasto con le dichiarazioni post-9/11 dell’amministrazione Bush. Soprattutto quando si ripensa al clip video che saltò fuori a metà dicembre 2001, nel quale Bin Laden parlava soddisfatto dell’esecuzione dell’attentato con i suoi sottoposti. Un video che ha fatto la gioia di Donald Rumsfeld, il quale dichiarò: “Non c’era dubbio sulla responsabilità di bin Laden riguardo agli attacchi dell’11 settembre già prima della scoperta di questo nastro.” Quindi il video non faceva altro che confermare un’opinione già consolidata:

Il nastro smentisce ogni dubbio che la campagna militare USA che sta puntando su bin Laden e i suoi associati possa non essere giustificata.
- Rudy Giuliani, al tempo sindaco di New York

L’uscita di questo nastro è fondamentale per informare quella gente nel mondo che non crede che bin Laden sia coinvolto negli attacchi dell’11 settembre. Non so come possano negarlo dopo aver visto questo nastro.
- Richard Shelby, senatore repubblicano dell’Alabama

binladens.png

Q: Quale delle due persone mostrate è Osama bin Laden?
A: Tutte e due!

E’ ridicolo pensare che questo nastro sia stato falsificato. E’ solo una miserabile scusa per fornire un debole sostegno ad un uomo incredibilmente malvagio.
- George W. Bush

E allora c’è da chiedersi: come mai, tra tutte queste persone entusiaste per il ritrovamento di un video che non consente dubbio alcuno sulla colpevolezza di bin Laden, l’FBI – che non mi sembra sia un’organizzazione di hippy-liberali-fricchettoni, attenzione – non l’ha considerato una prova schiacciante?

(…a meno che non siano della schiera di quei terroristi di cui parla Rumsfeld, quelli che manipolano i media per insinuare dubbi nelle menti della gente…)

Fonte: Washington Free Press, CNN

South Park e il Donald Rumsfeld Show

Attualità | Iraq

Trey Parker e Matt Stone, autori della serie animata South Park, hanno dichiarato all’Edinburgh International Television Festival che secondo quanto loro riferito dal corpo dei Marines, l’ex-dittatore iraqeno Saddam Hussein, durante il suo soggiorno in carcere tra un’udienza e l’altra, viene sottoposto ad una singolare tortura: è costretto a vedere ripetutamente South Park: Bigger, Longer and Uncut – il film tratto dalla serie – in cui viene rappresentato come l’amante di Satana.
Ha detto Stone: “Ho ricevuto informazioni abbastanza buone dai Marines secondo cui il film gli è stato mostrato l’anno scorso. E’ proprio aggiungere la beffa al danno. Scommetto che l’hanno reso veramente felice.”

Fonte: Yahoo

Il Segretario della Difesa USA, Donald Rumsfeld, ha parlato all’associazione Veterans of Foreign Wars, invitando il popolo americano ad avere più pazienza sulla situazione in Iraq.

Non diremo oggi, ai 50 milioni di afgani ed iraqeni, che dato che la situazione è dura – e non c’è dubbio che lo sia – li abbandoneremo ai carnefici, ai terroristi, agli assassini, ai fascisti del 21esimo secolo che tentano di attaccarci dai paesi stranieri e da casa nostra.
La storia ha mostrato ancora una volta che se gli americani avranno pazienza e perseveranno negli sforzi – non importa quanto duri o difficili – allora trionferemo.

Nonostante la sua impopolarità, l’intervento militare in Iraq rimane un punto chiave per la campagna repubblicana di George W. Bush, in preparazione per le legislative di novembre.

Lunedì scorso Rumsfeld ha dichiarato alle truppe della base aeronautica di Fallon, Nevada, che stanno affrontando un nemico “intelligente”, che sta “manipolando attivamente i media di questa nazione.”

Questo costante tam tam delle cose che dicono, e che sono false, con il passare del tempo diventa nocivo. E’ cumulativo. Indebolisce la volontà della gente, riduce la loro determinazione, fa sorgere delle domande nelle loro menti.

Evidentemente per Rusmfeld una pecora è molto più intelligente di una volpe.
O forse è molto più utile.

In risposta alle critiche sollevate, proprio quest’anno, da generali americani in pensione sulla sua gestione della guerra in Iraq, Rumsfeld ha detto: “Non gli dò peso, perchè leggo molta storia e so che in ogni conflitto in cui abbiamo partecipato ci sono sempre state forti critiche… ci sono sempre state delle critiche, in ogni conflitto.”

E si va avanti così.

Fonte: Breitbart

28 ago 2006

Transformers in the Bay

Cinema
transformers450.png

Le immagini di Megatron comparse su web qualche giorno fa erano parte di un vero e proprio leak, ed hanno scatenato delle reazioni piuttosto intense da parte dei fan: reazioni principalmente negative, che hanno attirato l’attenzione di Brian Goldner, COO (suppongo si tratti dell’amministratore) della Hasbro – la compagnia che detiene i diritti sulla produzione del merchandising associato ai robot – ed uno dei produttori esecutivi del film.

Riguardo alle immagini di Megatron

(Quella di) Megatron è una versione preliminare. Senza svelare troppo della storia, c’è un’importante ragione per cui il suo look si è evoluto dal puro G1; sebbene il look definitivo sia ancora in lavorazione – la ILM ha cominciato solo di recente lo sviluppo in CGI. Megatron ha una personalità carismatica, e un approccio che si rifa a G1. E dall’inizio alla fine ha avuto un’arma molto grande…

Riguardo alla reazione dei fans

Come posso diro – avete detto che volevate vedere i robot ORA, e poi, quando avete visto la lavorazione iniziale, vi sono saltati i nervi!!!

Lasciatemi esporre la direzione in cui ci stiamo dirigendo con Transformers, e trarne alcune analogie… avete amato G1 la prima volta che l’avete visto (ed ogni volta fin da allora), ed anche noi… Raccontava una NUOVA storia di esseri senzienti che hanno personaggi umanoidi, e c’è molto di più di quello che appare in superficie… si trasformano da oggetti riconoscibili a robot inimmaginabili. Ognuno di loro ha la sua storia, e vedremo e saremo coinvolti nelle loro rivalità… E lo dobbiamo alla prossima generazione di persone che usano la tecnologia, la narrazione e l’accesso (a veicoli reali contemporanei, militari e non) che Transformers fornisce per spingere il tutto in avanti… il vostro input è molto importante in quanto aiuta a definire la forma di Transformers come un film LIVE-ACTION. Vi mostreremo i robot quando saranno pronti… saranno FOTO-REALISTICI. In effetti, non sarebbe stato possibile produrre questo film prima d’ora… e questo ne vale la pena.

Abbiamo bisogno di una storia che racconti le origini perchè non tutti sono a conoscenza, come voi, della storia… dobbiamo spiegare elementi di Transformers che possono venire giustificati nelle serie animate… ci sono salti di logica che devono avere un senso quando un grande pubblico internazionale compra un biglietto e vuole apprezzare lo spettacolo quanto voi… continuiamo a fare progressi.

Starscream è un personaggio complesso. E’ leale e pronto ad ammutinarsi allo stesso tempo. E’ falso e fa il doppio gioco… il suo personaggio sarà sviluppato da questo design… per come si sta evolvendo sembra venire molto bene…

Anche Megatron è un collegamento molto importante dal passato (G1) al presente… ci sono elementi fondamentali della storia che verranno rivelati mentre guardate il film, che faranno notare questo design in evoluzione… naturalmente, ha sempre avuto delle grosse armi… aspettate di vedere quello che abbiamo creato… e ancora, LIVE-ACTION…

‘G1′ si riferisce alla prima generazione di action figures dei Transformers, quella che si rifa direttamente alla serie animata, in poche parole.
Mi sembra che le dichiarazioni di Goldner riescano a riportare un certo equilibrio nella discussione. Se il design è ancora nel pieno della sua realizzazione, allora è possibile aspettarsi dei risultati anche diversi da quelli mostrati finora – tutto dipende anche da come verranno considerate le reazioni avute dai fan. E dato che l’uscita è prevista per il 4 luglio 2007, è lecito sperare in un concreto processo di sviluppo.

Nel frattempo, collateralmente, la scheda di Incinerator e un’immagine di quello che dovrebbe essere Bumblebee.

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(large version)


bumblebee.png

Fonte: Don Murphy Message Board (1)(2), Transformer World 2005

La Fenicella, 28/08/2006

Cinema | Fenicelle

Kevin Feige, nuovo CEO della Marvel, ha dichiarato a MTV News che il franchising cinematografico di Spider-Man avrà una vita considerevolmente lunga…
“Ci saranno ancora molti film di Spider-Man. Abbiamo già un mucchio di idee per il prossimo film grazie all’abbondanza di storie del fumetto. Potremmo realizzare film su Spider-Man per i prossimi 20 anni, basandoci sui 50 anni di storia che abbiamo a disposizione.”

Interessati alla serie animata di Hellboy? Allora è fortemente consigliata la lettura dell’Hellboy Animated Production Diary, che riporta numerose immagini tratte dalle puntate della serie – che devo dire, sembra preannunciarsi molto interessante.

Fonte: Dark Horizons

Mi Scappa un Missile…

Attualità | Israele

Sabato sera le forze di terra israeliane stavano conducendo delle operazioni all’interno della Striscia di Gaza, nei pressi di Karni, con il supporto degli elicotteri. Nello stesso momento, un’automobile corazzata dell’agenzia di stampa Reuters si trovava nella stessa zona, con a bordo il giornalista Sabbah Hmaida, di un sito web locale, ed il cameraman di Reuters Fadel Shana. Gli elicotteri hanno lanciato almeno un missile contro l’automobile, con il risultato di far perdere i sensi al cameraman e di provocare ferite gravi alle gambe del giornalista. L’auto è stata ritrovata con i sedili anteriori ricoperti di sangue, gli interni maciullati dalle schegge e uno dei finestrini antiproiettili completamente distrutto. Nell’attacco sono stati feriti anche due passanti palestinesi.

Il portavoce dell’esercito israeliano, il Capitano Noa Meir, ha dichiarato alla stampa: “Durante l’operazione, è stato compiuto un attacco aereo su un veicolo sospetto guidato in maniera sospetta tra le forze e le postazioni dei militanti palestinesi. Questo veicolo non è stato identificato dall’esercito come un veicolo stampa. Se dei giornalisti sono rimasti feriti, ne siamo addolorati.”

Stranamente però l’auto, una sportiva bianca, riportava su tutti i lati, compreso il tetto, sia il logo di Reuters, sia le parole “TV” e “PRESS” in tre lingue: inglese, arabo ed ebraico.
Incontentabili, questi militari.

Fonte: BBC

La Fenicella, 26-27/08/2006

Cinema | Fenicelle

George A. Romero scriverà e dirigerà George Romero’s Diary of the Dead, una sorta di mix tra la produzione (reale) della saga dei morti viventi di Romero e The Blair Witch Project: nel film un gruppo di studenti universitari, intenzionati a girare un horror in una foresta, capitano nel mezzo di una vera e propri ’sollevazione’ zombesca. E con l’occasione che si ritrovano, ne approfittano per girare delle scene in puro ‘cinema verità’. Le riprese iniziano l’11 ottobre a Toronto.

U, di Gregoire Solotareff e Serge Elissalde

Il prossimo 14 ottobre esce in Francia questo lungometraggio animato, realizzato con tecniche di pittura che gli donano un nostalgico aspetto retrò, lontano dall’estrema pulizia delle produzioni in CG. La storia è quella di Mona, una principessa orfana che vive in un vecchio castello sul mare. La sua unica compagnia è quella di due grossi topi che rendono la sua vita impossibile. Finchè nella sua vita non arriva U, un unicorno la cui missione, a suo dire, è quella di proteggerla e renderla felice finchè ne avrà bisogno. Insieme si spostano in una foresta vicina, dove vivono i pacifici Wewes. E dove conoscono il musicista Kulka, destinato a cambiare le loro vite.
[Trailer (4,41 Mb)]

Azur et Asmar, di Michel Ocelot

Torna Michel Ocelot (Kirikou et la Sorcierie) con un nuovo lungometraggio che sfoggia un particolare stile di animazione. Azur et Asmar sono i nomi di due ragazzi che ad un certo punto della loro infanzia vengono separati. Da adulto Azur si imbarca per un viaggio volto a liberare la Fata dei Djinn: viaggio che lo coinvolgerà in eventi che richiamano alla mente le fiabe mediorientali, e che gli permetterà di ritrovare Asmar, che diventerà suo alleato nella ricerca della Stanza delle Luci, dove la Fata è imprigionata.
[Trailer (1,87 Mb)]

Fonte: Dark Horizons, Twitch

27 ago 2006

Paranoia Supreme \5

Attualità | Paranoia & Sorveglianza

Giovedì scorso un aereo di linea americano proveniente da Bombay ha compiuto un cambio di direzione mentre si trovava nello spazio aereo tedesco per atterrare all’aeroporto Schiphol di Amsterdam, scortato da aerei militari olandesi.
L’imprevisto è stato richiesto dal comandante del volo, dopo che un gruppo di passeggeri ha espresso preoccupazione per degli uomini che dopo il decollo stavano usando i loro telefoni cellulari ‘in modo sospetto’, passandoseli tra di loro.
Una volta a terra, i 12 uomini coinvolti sono stati ammanettati e portati via per essere interrogati dalla polizia di Amsterdam.
Un ufficiale americano ha dichiarato: “Sono cose che un passeggero medio non fa”.

Non so quanto possiamo averci indovinato, ma mi sentivo nelle ossa che quella gente voleva dirottare l’aeroplano.
- Nitin Patel, un passeggero.

Secondo un altro passeggero, che sedeva accanto uno dei sospetti, non avevano proprio nulla di sospetto.

Fonte: ABC News

Martedì scorso all’aeroporto di Ottawa gli artificieri hanno ispezionato un volo proveniente da Chicago, nel bagno del quale un membro dell’equipaggio ha trovato un misterioso pacchetto: Una volta atterrato, l’aereo è stato condotto in una zona isolata, lontano dal terminal. I passeggeri sono stati fatti scendere e interrogati dalla polizia.
Durante la serata dello stesso giorno la polizia ha dichiarato che il pacchetto “è stato identificato come un dispositivo elettronico comunemente conosciuto come iPod”.

Fonte: Ottawa Citizen

Motori Ruggenti

Cinema
pixarcars.png

Cars (2006 – USA – 116′)
di John Lasseter e Joe Ranft
con voci di Owen Wilson (Massimiliano Manfredi), Paul Newman (Cesare Barbetti), Bonnie Hunt (Sabrina Ferilli)

Per il 2006 la Pixar ci trasporta in un mondo popolato da automobili parlanti ed occhieggianti (e proprio per fornire più espressività ai personaggi, gli occhi sono stati spostati sul parabrezza dai ben più tradizionali fanali anteriori), e nonostante nei mesi scorsi siano state espresse perplessità da più parti, questo nuovo lungometraggio si conferma come una nuova produzione di successo.
Di per sè, la trama ripercorre (mai verbo è stato più appropriato) una serie di clichè già noti: un corridore esordiente, Saetta McQueen, egoista e vanesio, si ritrova disperso nel deserto pochi giorni prima della gara più importante della sua vita, e finisce a Radiator Springs, una cittadina sulla Route 66, dimenticata dal mondo. Il suo rapporto con gli abitanti inizierà in maniera catastrofica, ma lentamente guadagnerà la loro stima, e nel frattempo riceverà lezioni di vita che lo trasformeranno – lezioni che potrà applicare sull’asfalto, nell’adrenalinico gran finale.
La banalità della trama viene facilmente surclassata dalla rielaborazione compiuta dalla Pixar, che la cala in un’ambientazione vivace e sgargiante, piena di varietà e di preziosi dettagli: non è difficile rimanere affascinati nello scoprire che le piccole mosche sono in verità delle Volkswagen, o che le quelle che sembrano scie di aeroplani nel cielo sono tracce di pneumatici.
Il comparto grafico è – come al solito per la Pixar – incommentabile, nel senso che non riesco a parlarne come una cosa separata dal resto delle sue precedenti produzioni: è un altro passo del lungo cammino professionale e tecnico della compagnia, ed è la garanzia di una qualità che non lascia deluso il pubblico, che ha la possibilità di ammirare – tralaltro – gli splendidi sfondi di un deserto in cui si elevano monumentali rocce le cui forme sono ispirate alla composizione postmoderna del texano Cadillac Ranch. E anche il resto (luci, riflessi, inquadrature e clip ‘di stile’) è impeccabile.
Il lungometraggio propone una nutrita schiera di gag, anch’esse perfettamente calate nell’ambientazione, e contenenti una buona inventiva che ne carica la comicità. I personaggi sono nel complesso semplici, maschere che propongono ruoli associati ad hoc alla vettura che li rappresenta: il fanatico militare, l’hippy-cospirazionista, la personalità austera che nasconde un passato doloroso. Forse è questa la critica principale portata al film: se da un punto di vista l’attenzione sembra rivolta più al pubblico giovane, dall’altro resta il fatto che l’assenza di un qualsiasi sviluppo nei personaggi (a parte quello dei due personaggi cardine della trama) può risultare sproporzionato rispetto alla durata del film.
Buono anche il doppiaggio, gradevole anche se a tratti la presenza di personalità esterne al mondo del doppiaggio (una tendenza nostrana che ha già dato luogo ad episodi abominevoli che è meglio non rivangare) si fa notare, come nel caso dei due commentatori sportivi Gianfranco Mazzoni e Ivan Capelli. Tra gli altri, i piloti Michael Schumacher, Alex Zanardi e Gianfranco Fisichella, ed il comico Marco della Noce, che trova un ruolo completamente aderente al suo personaggio di tecnico Ferrari di Zelig-iana memoria.
Come ultima nota, menzione d’onore anche al tradizionale cortometraggio da ‘antipasto’ al film: questa è la volta di One Man Band, una deliziosa sfida tra due abili suonatori di paese che si contendono all’ultimo la preziosa moneta di un ragazzino di passaggio.
Come ultimissima nota invece la raccomandazione di rimanere anche durante i titoli di coda, soprattutto per un paio di esilaranti ‘esercizi di stile’ in cui un paio di titoli classici della Pixar vengono rivisitati in chiave ‘automobilistica’: da non perdere!!