Archivio: febbraio 2006


13 feb 2006

Intrattenimento Elettronico /2

Videogiochi

Negli ultimi giorni ho scoperto un paio di freeware assai interessanti, con i quali tenterò miseramente di sopperire alla lacuna delle news settimanali:

Progress Quest – la prossima generazione di rpg elettronici… E’ in gran parte uno scherzo, una parodia, ma dietro c’è un software che funziona, anche se si tratta di uno zero-players. Infatti, in questo rpg dai toni goliardici, possiamo scegliere nome, razza, classe, tirare i dadi per le caratteristiche, e poi stare a guardare mentre viene sviluppata la storia, vengono eseguite le quest, combattute le creature, venduti e comprati gli oggetti eccetera. Tutto completamente testuale. E’ curioso, per certi versi quasi uno screensaver, o un diversivo nel caso uno si trovi davanti ad un monitor senza niente da fare (o in piena attesa). Permette anche il multiplayer.

Mono – la prima droga della serata: un abstract shoot’em up prodotto dai BinaryZoo, che “combina Asteroids, Robotron e Paint Shop Pro”. Ed è vero: lo scopo del gioco è colorare lo schermo da nero a bianco, o viceversa (a scelta), sparando a sfere dai colori primari (rosso, verde, blu) che si dividono in sfere più piccole fino a rilasciare “macchie” del proprio colore. Macchie che hanno diversi effetti sulle sfere (per esempio le zone con il rosso le stimolano a rispondere al fuoco). Comincia in sordina ma quando si raggiunge il 40% dell’obiettivo finale ci si accorge di ritrovarsi in un’inferno di colori, sfere e proiettili che volano da tutte le parti.

Tranquillity – un prodotto particolare e moderatamente psichedelico: moltitudini di forme geometriche variamente colorate che si muovono accordandosi ai movimenti più delicati del mouse, elaborando sincronie che dovrebbero portare un discreto rilassamento. Ogni livello viene generato dal server di gioco, in modo da fornire sempre una configurazione diversa. Ancora lo devo provare, ma lo trovo intrigante, lo ammetto.

ShortHike/Space Station Manager – l’eccezione: questo è uno shareware, ma merita di venire menzionato perchè si tratta di un simulatore di stazione spaziale. Nel senso che è possibile costruirla (modularmente), badando a fattori come le riserve energetiche (aumentabili tramite pannelli solari), la temperatura interna o il supporto vitale per l’equipaggio. Il tutto mentre l’apparato orbita pigramente intorno al pianeta. Dal sito è possibile scaricare una demo.

Abashera – chi è Max Magnus Norman? un’artista svedese. E questo vi basti. Autore di quadri e sculture, e di Abashera, un gioco che non è possibile descrivere se non come bizzarro. Una specie di puzzle game in prima persona 3D dal gusto (e anche dal motore) decisamente retrò (per non dire antiquato, ma tant’è), che compensa con un mondo surreale popolato da creature del calibro dei Cani Imperialisti (che girano sempre a destra) e dei Cani Comunisti (che girano sempre a sinistra), o come Colui-che-Osserva e Colui-che-Ascolta. Ogni micro-mondo ha un’obiettivo diverso, e insieme al gioco è contenuto anche un editor per realizzarne di propri. Totalmente assurdo.

Cloud – e chiudo con la seconda droga della serata: Cloud è un progetto uscito qualche mese fa dalla University of South California, che si sviluppa intorno ad un concetto molto semplice. Il protagonista è un ragazzo che ha la possibilità di volare nel cielo, a grandi altezze, e di richiamare a sè banchi di nuvole. E’ possibile radunare le nuvole, e portarle a “combattere” contro le nuvole più scure e minacciose, scontri che generano pioggia e fulmini. L’atmosfera è pacifica e sognante, la grafica non è minimalista ma un pò asciutta, il sottofondo musicale è ispirato direttamente alle opere di Joe Hisaishi, il che contribuisce a creare un ambiente quasi fiabesco. Può incantare o lasciare terribilmente annoiati – a seconda del proprio orientamento ludico e della propria apertura mentale (chi preferisce rispondere a stimoli-base di sopravvivenza come “ti ammazzo io prima che mi ammazzi te” potrebbe trovarlo terribilmente noioso). Sicuramente è rilassante, e spero che nelle sue prossime evoluzioni l’ambiente di gioco diventi più vivo e dettagliato, e permetta una maggiore libertà di volo (come Nights, più di Nights – se possibile).

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02 feb 2006

Intrattenimento Elettronico

Videogiochi

C’erano dei giochi che volevo segnalare da tempo, un’intenzione che è andata persa insieme ad innumerevoli altre, e che vorrei recuperare ora, stimolato anche da una delle mie saltuarie visite a Gamers Hell. Ogni tanto si trova qualcosa di interessante, e se appartiene al mondo dei freeware, tanto meglio, anzi: eccellente.

Come appassionato dei cosiddetti freelancer (che lasciano grande libertà di movimento al giocatore, permettendogli di distaccarsi dalla trama principale per fare ciò che desidera nell’universo di gioco), ho considerato come una vera e propria manna dal cielo l’esistenza di Vega Strike: Upon the Coldest Sea, che fin dall’anno scorso mi permette un’immersione quasi-nostalgica in quel Privateer dei tempi che furono. La struttura è simile, ma ampliata di molti più gradi: commercio, combattimento, esplorazione, personalizzazione del proprio veicolo, è tutto presente ed in continua espansione. Più che continua forse dovrei dire discontinua, perchè tra un aggiornamento e l’altro passa sempre più tempo (l’ultima news è di fine novembre). Però il gioco è lì, pronto da scaricare, e funziona pure. Non è la versione definitiva, e molte cose sono ancora da rifinire o migliorare, ma si tratta comunque di un prodotto godibile. Inoltre è stato sviluppato anche un mod basato proprio su Privateer, e ce n’è un altro in via di sviluppo su Star Trek TNG – di cui è possibile scaricare una demo.

Sempre sul fronte freelancer, accanto a Vega Strike ci metterei Evochron Alliance, che pur dimostrandosi per molti versi meno ambizioso del suo collega, risulta interessante almeno per due motivi: l’uscita di nuove versioni con aggiunta di caratteristiche dettate dal feedback della comunità di gioco, e la possibilità di giocare in multiplayer – che non è poco (ora su due piedi non ricordo se Vega Strike lo supporta). D’altro canto però è shareware, e nella demo l’universo è limitato a pochi sistemi esplorabili.

E per concludere questa sottosezione a sfondo spaziale inserisco infine il link al sito di Babylon 5 – I’ve Found Her, videogioco di combattimenti spaziali (freeware) della sovietica Space Dream Factory ispirato all’omonimo telefilm creato da J. Michael Straczynski. Un prodotto che, da quel che ho potuto vedere finora sembra avere una sua qualità e buone potenzialità. Il sottotitolo è un riferimento alla Babylon 4 (le Babylon sono stazioni spaziali), se non ho capito male – spero di riuscire a vedere presto la serie, da cui sono stato sempre fortemente attratto (d’altronde il nome di Straczynski pesa…).

Se invece in passato vi è capitato di scontrarvi con dei puzzle-adventure minimalisti chiamati Crimson Room, o Viridian Room, potrebbe farvi piacere (o irritarvi, a seconda dei casi) sapere che a quanto ho scoperto oggi, sul sito della FASCO-CS sono comparsi altri due capitoli: White Room e Blue Room. Altri due modi per mettere a dura prova la vostra pazienza.

Per qualcosa di più veloce e frenetico, è invece uscita la versione 1.3.1 di Soldat, il cruento uhm, action-deathmatch (freeware) che viene descritto come un’ibrido tra Worms, Quake e Counter-Strike. In 2D. Più di 18 armi, 42 mappe, 7 modalità di gioco, multiplayer e editor inclusi. Ed è anche divertente. Che volete di più?

E concludo con un progetto interessante (sempre freeware): Façade, che ancora non ho avuto modo di scaricare, intimorito soprattutto dalle sue dimensioni (circa 700 Mb!). Ma credo valga la pena provarlo almeno una volta. Riporto la sua descrizione traducendola direttamente dal sito ufficiale:

Façade è un’esperimento narrativo artistico e di ricerca, basato su un’intelligenza artificiale – un tentativo di spostarsi dalle ramificazioni tradizionali della narrativa basata su hyperlink per creare un completo dramma interattivo ad un atto. Integrando un set interdisciplinare di pratiche artistiche e tecnologie AI, abbiamo completato una collaborazione di cinque anni per sviluppare un’architettura da racconto che implementi il comportamento emotivo e interattivo dei personaggi ed una trama a sfondo drammatico. All’interno di questa architettura abbiamo costruito un mondo virtuale 3D in tempo reale abitato da personaggi controllati dal computer, in cui il protagonista vive una storia da una prospettiva in prima persona. La release pubblica di Façade, come freeware, risale a luglio 2005.
Voi, il giocatore, usando il vostro nome e sesso, interpretate un amico di vecchia data di Grace e Trip, una coppia attraente e materialmente di successo, appena arrivati alla trentina d’anni. Durante una cena nel loro appartamento che rapidamente diventa imbarazzante, rimanete intrappolati nel conflitto tra Grace e Trip e nella dissoluzione del loro matrimonio. Nessuna resta al sicuro mentre volano le accuse, vengono prese le parti in causa e ci si costringe a prendere decisioni irreversibili. Alla fine di quest’intenso dramma avrete cambiato il corso delle vite di Grace e Trip – motivandovi a rigiocare per scoprire come la vostra interazione avrebbe potuto portare a differenti conseguenze.

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