Le cose sono due. O evitate di leggere questo post, o vi producete in visibili segni di scongiuro prima di iniziare. Io vi ho avvertito.
In quest’ultimo periodo sto facendo dei sogni abbastanza strani. Sogni che da una parte sembrano voler risvegliare in me l’interesse verso “la fine del mondo”, o, per meglio dire, verso un certo episodio catastrofico di considerevole estensione, di interesse praticamente planetario, che non posso fare a meno di ricollegare ai calendari Maya, che fissano l’inizio dell’attuale “ciclo” al 13 agosto 3114 a.C. e la fine al 23 dicembre 2012 (almeno questa è la data “ufficializzata”, anche se si dibatte tra il 23 ed il 21). Non è neanche possibile considerarla una profezia, o, nello specifico dell’argomento, un evento anomalo dai toni soprannaturali, dato che questa “fine del ciclo” coinciderebbe, secondo molti studiosi, con uno spostamento del polo magnetico terrestre – cosa che dovrebbe causare delle devastazioni perfettamente naturali. Per noi un pò meno, dato che in questo caso lo sporco impossibile che viene sciacquato via è proprio quello della razza umana (ma no, ovviamente qualcuno si salverà – ma preferisco non sapere chi), senza distinzione di razza, credo o preferenza politica o sportiva.
Se ai sogni posso attribuire la necessaria ambiguità del caso, accumulando testi di psicologia, neurologia e chi più ne ha più ne metta, quando a questi si aggiunge una “casuale” scossa sismica di grado 9.0 sulla scala Richter, che basta a classificarla come il quinto terremoto più forte mai documentato, che devasta più nazioni e dà il via ad un conto vertiginoso delle vittime (io ero rimasto ai ventimila di ieri, oggi leggo che la Croce Rossa stima un totale di OLTRE CENTOMILA).
Non è neanche un caso isolato. Di terremoti e inondazioni ne sono avvenute a bizzeffe, in passato, su scala minore, e anche nella nostra “tranquilla” Italia (tranquilla perchè ai media e al popolo riesce facile dimenticarsi delle vittime delle catastrofi, più che altro). Non starò qui a tessere linee di collegamento tra un evento e l’altro, anche se ammetto che potrebbe dare luogo a risultati interessanti – ma mi sembra che ci abbia già pensato qualcuno. Mi preme più riportare l’attenzione sull’analisi scientifica di quest’ultima scossa.
[TERREMOTI: STUDI USA, FORSE L'INIZIO DI SERIE DEVASTANTE]
Per Kerry Sieh, un geologo della California che da anni studia i coralli al largo di Sumatra alla ricerca di informazioni sui terremoti, l’arrivo di un disastro sismico nell’Oceano Indiano era solo una questione di tempo. Adesso che la Terra in quella parte del mondo ha prodotto scosse tremende e maremoti, il timore di Sieh e di altri esperti negli Usa e’ che sia l’inizio di una serie di devastazioni. [...] Secondo gli scienziati degli Usa, l’intera isola di Sumatra si sarebbe spostata di 30 metri verso sud-ovest. Sieh aveva presentato pochi giorni fa a San Francisco, a una conferenza dell’American Geophysical Union, i risultati delle proprie ricerche a Sumatra e le sue teorie sugli eventi sismici che possono avvenire nell’area. Quando ha saputo del terremoto di domenica proprio nell’area per la quale si apprestava a partire di nuovo – ha raccontato al Washington Post – la sua prima reazione e’ stata quella di pensare ai precedenti storici, per immaginare le apocalissi prossime venture. I terremoti di vasta portata, secondo lo studioso della Caltech – l’universita’ tecnologica della California – si verificano sempre a grappoli, nel corso di un numero limitato di anni. All’epoca del terremoto che distrusse San Francisco nel 1906, ci furono una serie di scosse di analoga portata nel giro di pochi anni. Degli 11 terremoti registrati al grado 8,5 o superiori sulla scala Richter avvenuti dal 1900 ad oggi, sei si sono verificati tra il 1952 e il 1965 e fino a domenica non ne erano avvenuti altri di questa portata. [...] gli indizi del passato suggeriscono il timore che si tratti dell’inizio di un nuovo ‘grappolo’ di terremoti nell’arco dei prossimi anni. Nell’immediato, lo U.S.Geological Survey e i sismologi delle universita’ americane contano di raccogliere piu’ informazioni possibili dalle ripercussioni del sisma di domenica, accumulandole nella Banca dati mondiale sulla sismologia a Denver, in Colorado. “L’intera Terra continuera’ a risuonare come una campana che vibra per diverso tempo”, ha detto il geofisico Ken Hudnut dello Usgs di Pasadena, in California [...] Fare previsioni su dove e quando avverranno i prossimi eventi sismici, pero’, continua ad essere un’impresa quasi impossibile.
Forse il signor Sieh è un pò troppo allarmista? Dato che si parla di previsioni che, al di fuori della sfera probabilistica, non hanno nulla da invidiare all’istinto, al sesto senso e alle quartine di Nostradamus, possiamo anche passare oltre.
Ciò che viene dopo, però, non sembra puntare in una direzione più rilassante…
[TERREMOTI: MODIFICATA INCLINAZIONE ASSE ROTAZIONE TERRA]
Il catastrofico sisma del 26 dicembre “e’ stato talmente violento da modificare in modo considerevole l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre”. E’ quanto verificato dai ricercatori del Centro di Geodesia Spaziale dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) di Matera che stanno elaborando in tempo reale i dati prodotti dalla rete mondiale di telemetria laser satellitare, della quale l’osservatorio lucano e’ uno dei capisaldi fondamentali. “Si tratta di risultati preliminari che sono venuti fuori alle 12.30 di oggi – ha detto Giuseppe Bianco, del Centro di Geodesia Spaziale ‘G. Colombo’ dell’Asi – che indicano uno spostamento dell’asse di rotazione terrestre pari a circa 2 millesimi di secondo d’arco (l’angolo sotteso da una moneta da 1 Euro ad una distanza di 2000 km), corrispondente ad uno spostamento lineare di 5-6 cm. Inoltre tale spostamento – ha aggiunto Bianco – e’ avvenuto proprio lungo la direzione dell’ epicentro del terremoto: da una prima analisi non si vede alcun effetto lungo la direzione del meridiano di Greenwich”. “L’analisi dei dati sta continuando a ritmo serrato – ha spiegato Bianco – per avere ulteriori conferme ma siamo ragionevolmente sicuri di questa osservazione; gli studi si stanno svolgendo in collaborazione con il professor Roberto Sabadini, dell’Universita’ di Milano, per verificare l’effetto prodotto dal sisma su altri parametri terrestri, come la posizione del centro di massa e la forma del campo di gravita’ “. “La variazione osservata – ha precisato Bianco – e’ molto piccola e non penso che ci possano essere ripercussioni sul clima. Per avere conseguenze di questo tipo sarebbero necessari spostamenti di gran lunga maggiori”.
Certo, 5-6 centimetri non sono niente, ma se un pianeta si sposta di una simile, insignificante distanza, a me viene comunque spontaneo rilasciare lo sfintere e farmela addosso, non so voi. A meno che non stiate progettando di andare a riunirsi dalla parte opposta e saltare insieme per rimettere l’asse a posto. Buona fortuna.
Per finire questo civilissimo e paranoico (ma la paranoia prescinde dalla realtà dei fatti – per cui potrebbe anche NON essere paranoia) sfogo, passo la parola al professor Ponomariov:
[LA ROTAZIONE TERRESTRE LA POSSIBILE CAUSA]
Un cambiamento nella velocita’ di rotazione della Terra potrebbe essere all’origine del maremoto che ha devastato i paesi affacciati sull’Oceano Indiano. Lo sostiene un esperto russo, Aleksandr Ponomariov, vicedirettore dell’Istituto di Fisica Terrestre a Mosca. “Pensiamo che il cambiamento di quella velocita’ sia una possibile causa dei piu’ recenti cataclismi tettonici”, ha dichiarato Ponomariov.
“Il terremoto al largo dell’isola di Sumatra – puntualizza – si e’ rivelato uno dei cinque piu’ pericolosi degli ultimi 120 anni, da quando cioe’ e’ incominciato un monitoraggio sistematico dell’attivita’ sismica”.
“La rottura della crosta terrerstre e’ di quasi 600 chilometri”, precisa il fisico che non prevede sul breve periodo altri potenti terremoti nella zona appena colpita dove dovrebbero registrarsi soltanto scosse di assestamento.
Devo dire che non mi dispiacerebbe approfondire le affermazioni di Ponomariov, se non fosse che, almeno in rete, non si trova praticamente niente. Non credo comunque che ci troviamo di fronte alla solita notiziola infondata buttata lì per riempire gli spazi vuoti prima di andare in stampa, sebbene una verifica mi rassicurerebbe non poco.
Che dire. Incrociamo le dita. Per almeno sette anni…