
A quanto mi sembra di capire, la notizia del giorno è il successo del primo volo della SpaceShipOne (SS1), la navicella per voli sub-orbitali progettata e costruita dalla [Scaled Composities], azienda che si fa forte dei suoi principali promotori: Paul Allen, co-fondatore della Microsoft nei tempi che furono, e Richard Branson, fondatore della Virgin. Gente con un numero sufficiente di spiccioli da lanciare per aria.
Secondo la dichiarazione stampa pubblicata sul sito della Scaled Composities, la SS1 si è innalzata fino ad un’altezza massima di 102,7 Km, quando il pilota Mike Melville ha spento i motori per stabilizzarsi sui 100 Km di altitudine. Melville era preparato a tenere accesi i propulsori fino ad un tempo limite di 89 secondi, ma il volo ha richiesto solo 77 secondi, il che potrebbe indicare che la prestazione della SS1 può ancora aumentare.
Per adesso, la cosa certa è che il volo ha garantito il successo per la prima prova dell’[Ansari X-Prize], il concorso internazionale dedicato a chi intraprende la strada del turismo spaziale, e che consegnerà 10 milioni di dollari a chi riuscirà a compiere due lanci nel corso di due settimane, a trasportare tre persone fino ad un’altezza di 100 km ed a tornare a Terra (intera). Il prossimo volo è previsto per il 4 Ottobre.
[SpaceShipOne Surpasses 100 Km Altitude on First X-Prize Flight]
A parte questo, mi preme ricordare il ritorno in patria di Simona Torretta e Simona Pari, nonchè le affermazioni di Ali Al Roz, direttore del quotidiano kuwaitiano Al Rai Al Aam, riguardo la trattativa portata avanti da diplomatici di molte nazioni che si è conclusa con il pagamento di un riscatto di 1 milione di dollari. Soldi che sarebbero stati l’obiettivo iniziale dei sequestratori, e che dovrebbero venire usati per finanziare azioni militari contro gli USA.
Una versione che ovviamente non può venire accettata ufficialmente, perchè getta fango un pò su tutti: su un governo, quello italiano, che non ritira le sue truppe dall’Iraq perchè altrimenti gli Iraqeni capiscono che i sequestri sono punti deboli che è possibile sfruttare per colpire le nazioni che partecipano all’intervento militare blablabla, e che però paga, o lascia che vengano pagati, i riscatti, azione tramite la quale gli Iraqeni capiscono che i sequestri sono punti deboli che è possibile sfruttare per colpire le nazioni che partecipano all’intervento militare blablabla; sulla Croce Rossa Italiana, la cui neutralità verrebbe disintegrata nel momento in cui si scoprisse che è stata parte attiva nella causa. Eppure, come faceva notare l’altro ieri Vittorio Zucconi a Ballarò, non è che ai governi abbia mai fatto schifo la risoluzione del sequestro a colpi di soldoni. Basta puntare l’occhio sulla stessa area geografica e coprire lo spazio temporale da oggi a venti anni fa. Paraocchi permettendo.
E se la teoria del riscatto è tutta campata in aria, come si spiega il cambiamento di direzione della trattativa per la liberazione delle due Simone? Con SUPERLATIVE E STELLARI CAPACITA’ DIPLOMATICHE dei mediatori? Con IMPROVVISE E RADICALI CRISI DI COSCIENZA E FULMINANTE ILLUMINAZIONE SUI CONCETTI DI SACRIFICIO E AMORE UNIVERSALE dei sequestratori?
(Il canale attivato per la liberazione di Pari e Torretta è stato) quello delle altre volte, cioè quello del nostro lavoro. Le 25 persone della Croce Rossa, che sono rimaste a Bagdad mettendo a rischio la loro vita, hanno curato 80 mila persone, di cui 35 mila bambini, dando assistenza ogni giorno a 300 persone. E’ stata quindi la gratitudine e la riconoscenza della popolazione irachena a liberare le due italiane.
Parola di Maurizio Scelli, commissario della Croce Rossa Italiana ([La verità di Scelli sulle ragazze; "Rapite perchè considerate spie"]).
Non diciamo cazzate. E’ stato tutto merito di Elvis.
Perchè Elvis E’ VIVO!
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