Salute a tutti, miei amici e mie amiche. U__U
Mi trovo qui, dinanzi a voi, a scrivere una lettera capace di riassumere gli accadimenti degli ultimi giorni, accadimenti che sono culminati, stamattina (venerdì 25 giugno 2004) in una rivelazione che mi ha cambiato un pò la giornata, e che cambierà un pò anche il mio prossimo futuro.
A quanto equivalga questo “un pò”, beh, è abbastanza difficile da immaginare per me. Ma non preoccupatevi troppo, sono semplicemente colto da un lieve allarmismo. ^^;;
Come molti di voi sanno, io sono di padre italiano e madre brasiliana, il che fa di me un italo-brasiliano (2+2… U__U;). In virtù di questo, dovrei avere anche due cittadinanze, senonchè al momento del servizio militare, si è costretti a scegliere una e una sola cittadinanza.
Ma non corriamo troppo. Prima che compissi 12 anni, mia madre mi registrò anche all’anagrafe brasiliana, facendomi acquistare a pieno titolo la cittadinanza brasiliana. Questo atto, se da una parte mi ha permesso di conservare la doppia cittadinanza, dall’altro ha fatto sì che io dovessi rendere conto del servizio di leva a due differenti nazioni! In pratica, avrei dovuto fare il militare sia qui in Italia che là in Brasile.
Vi dirò, l’idea non mi entusiasmava più di tanto. Parlo del militare, ovviamente, perchè per quanto riguarda il Brasile, chi non vorrebbe andarci? Tantopiù che io ho tutti i parenti più amabili laggiù. L’ultima volta che li ho visti è stato nel 1983, e fin da allora non vedono l’ora che io e mia sorella torniamo a visitarli. Tralaltro, qualche mese fa, una cognata di mia madre (moglie di uno dei suoi fratelli) le ha detto che c’è una ragazza che vorrebbe farmi conoscere. Uhm, magari questo mi preoccupa, in effetti °°;;
Ma sto divagando.
Nel luglio 1994, mi sono fatto il passaporto brasiliano.
I passaporti scadono dopo 10 anni, per cui, proprio durante questi giorni, sto provvedendo a rinnovarlo, dato che comunque in futuro probabilmente mi servirà (c’è l’intenzione, in futuro, di aprire una qualche attività commerciale, magari di comprare una casetta giù in Brasile, tanto per dire).
Già che c’eravamo, abbiamo anche provveduto ad iniziare il processo per portare in Brasile la comunicazione del congedo militare che ho ricevuto qui (congedato per esubero, c’erano già troppi patrioti), in modo da evitare di venire trascinato alla corte marziale come disertore non appena messo piede nella terra del Samba °°;;;
Inoltre, dato che io (vergogna! vergogna!) spiccico al massimo due parole in fila di brasiliano, pensavo anche di fare una capatina al Centro Studi Brasiliani per informarmi sui corsi di lingua: mia madre si lamenta perchè da piccolo non volevo imparare: ed ha ragione, adesso mi lamento anch’io.
Collateralmente proprio ieri ho scoperto che sul passaporto vecchio avevano sbagliato la mia data di nascita, invece del 13 agosto avevano segnato il 1° agosto, fortunatamente era solo un errore di dattilografia, dato che nei registri del consolato brasiliano la data annotata era quella esatta.
Per quanto riguarda il congedo, ci siamo fatti compilare un’adeguata traduzione da spedire, e proprio stamattina dovevo tornare lì per completare la procedura, con la richiesta di “annullamento” del servizio di leva brasiliano in virtù di quello già espletato qui (in via tecnica più che pratica, ma un congedo è un congedo).
E infatti così è stato, ed oggi sono tornato a p.za Navona, al consolato.
E la faccenda ha preso una piega imprevista.
Vengo infatti a scoprire che io non sono cittadino brasiliano.
Eh? Come? Cioè? O_o;
In pratica, per conservare la cittadinanza, avrei dovuto presentarmi all’anagrafe brasiliana al compimento della maggiore età, come “conferma”.
Noi, al tempo, non ne sapevamo proprio niente.
La cosa brutta è che senza questa conferma, io praticamente non sono cittadino brasiliano, e se non sono cittadino brasiliano, che senso ha fare una richiesta per l’annullamento del servizio di leva IN BRASILE?
Nessuno.
Al presentarsi del problema è seguita la soluzione.
Che non mi aspettavo proprio.
Infatti, per poter risolvere questo impiccio burocratico, dovrò prima di tutto aspettare giovedì prossimo, data in cui riceverò il passaporto nuovo e mi restituiranno l’atto di nascita brasiliano, che dovrò spedire in Brasile insieme al congedo e all’incartamento associato. Seguirà un incontro con il viceconsole, al quale spiegheremo la situazione, perchè mi serve un permesso speciale che mi permetta di mettere piede in Brasile senza incorrere nella succitata denuncia di diserzione U__U;;;
Potete prendervi qualche secondo per rileggere l’ultima frase.
Ebbene si, il punto è proprio quello.
Per riacquistare la cittadinanza brasiliana, e quindi poter procedere con l’annullamento del servizio di leva brasiliano, devo andare in Brasile, presentarmi presso un Tribunale Federale, e manifestare lì il mio vivo desiderio di diventare cittadino brasiliano @__@
Se tutto va bene (e qui incrocio tutte le dita a mia disposizione), mi verrà rilasciato un documento che dovrò riportare qui in Italia, e che mi servirà per portare avanti la richiesta di annullamento.
A questo punto vi sarete probabilmente già chiesti cosa c’entra il gatto di Schrodinger. Anzi, starete chiedendovi chi è Schrodinger e che cavolo ha combinato il suo gatto.
Stringendo il discorso, e lasciando fuori dalla porta le implicazioni quantistiche del paradosso (perchè si parla di un paradosso), il gatto di Schrodinger sta in una scatola, all’interno della quale una fiala di veleno si romperà quando un atomo radioattivo smetterà di emettere radiazioni. Dopo un certo tempo la probabilità che l’atomo sia decaduto sarà del 50%, per cui non potremo proprio sapere se il gatto è vivo o morto. Finchè non apriamo la scatola e non osserviamo, il gatto sarà vivo. E morto. Perchè non possiamo escludere nessuna delle due possibilità.
Allo stesso modo, fino a questo momento, io “ero” cittadino brasiliano, ma contemporaneamente “non” lo ero. Adesso che si è aperta la scatola, ho capito di non esserlo. E si è generato un bel casino (non come un gatto morto avvelenato, ma quasi). Eh già U__U.
E così, entro un periodo di tempo ancora non certo (dovrei sapero di qui a breve), forse entro un anno, forse entro 30 giorni (ma spero proprio di no…), dovrei fare i bagagli e partire per il Sudamerica, dall’altra parte del globo terrestre. A esagerare, dovrei stare via un mesetto.
Come potrete immaginare, la cosa mi ha leggermente sconvolto, ma più di questo non posso fare altro.
Certo, quel corso di lingua portoghese mi tornerebbe MOLTO utile ora, peccato che i corsi inizino a settembre. Eventualmente dovrei ripiegare sul mio inglese, e incrociare dita supplementari. Anche se per la vita quotidiana il portoghese sarebbe essenziale.
E certo, in caso ne approfitterò sicuramente per visitare tutti i miei vari parenti (il che si traduce nel girare mezzo continente in pullman). Con il rischio accasamento di cui parlavo sopra. Di sicuro la cognata di mia madre si fregherà le mani fino a renderle incandescenti, una volta saputa la notizia.
E’ un passo da fare, e l’unica speranza è quella di avere un pò più di tempo per organizzarmi. Questa notizia, saltata fuori così, dall’oggi al domani, mi sta procurando un vortice di pensieri che dovrò tradurre in azioni mirate al facilitarmi il più possibile questo viaggio a scopo burocratico.
Credo di aver detto tutto.
Non invidiatemi.
O almeno, invidiatemi poco. U___U
P.S.
Se c’è qualche sceneggiatore di Hollywood in ascolto, sono disposto a vendere il soggetto.
DDD