Archivio: Attualità


22 ott 2009

Cerchi su Mosca

Fenomeni Naturali | Russia | World of Weird
Il Cerchio nei Cieli di Mosca

La settimana scorsa ha destato un certo stupore tra la popolazione sovietica il misterioso, immenso cerchio luminoso apparso nei cieli di Mosca, che ha suscitato nelle menti più sfrenate il sospetto che una nave spaziale abbia deciso di fare una visita inaspettata sul nostro pianeta. Sono infatti fioccate le teorie più disparate: alieni, anomalie meteorologiche – naturali o artificiali, inquinamento atmosferico, segni profetici della prossima Apocalisse; lo stesso Nick Pope, ex-analista UFO del Ministero della Difesa americano, è rimasto a bocca aperta.

Secondo l’ufficio meteorologico di Mosca si tratterebbe di un effetto ottico:

Diversi fronti sono passati su Mosca di recente, c’è stata anche un’intrusione di aria (fredda) proveniente dall’Artico, e il sole brillava da occidente – ecco come si è prodotto l’effetto. Se osservate più da vicino, vedrete i raggi solari attraversare le nuvole. Probabilmente il sole stava tramontando quando è stato realizzato il video. Il fenomeno non ha nulla a che vedere con le emissioni delle industrie. Se così fosse avremmo dello smog, che appare solo quando il tempo è tranquillo per lungo tempo. Ma il vento a Mosca è stato piuttosto forte di recente.

Fonte (1) (2)

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14 ott 2009

Il Villaggio della Piccola Gente

Cina | Società
dvillage

Nella Cina meridionale, nella regione montana di Kunming, esiste una comunità alla quale non possono unirsi persone più alte di 130cm. La popolazione attuale è di 120 persone, ed il villaggio possiede la sua forza di polizia e i suoi vigili del fuoco. E adesso la comunità ha deciso di re-inventarsi come attrazione turistica, costruendo case a forma di fungo e vestendosi da personaggi delle fiabe – presumo allo scopo di mantenere un’indipendenza, e quindi un’autosufficienza economica.

Si potrebbe obiettare che tutte queste persone si sono auto-ghettizzate, ma a quanto pare non hanno molte alternative, come riferisce il portavoce del villaggio, Fu Tien: “Siamo abituati a venire maltrattati e sfruttati dai grandi. Ma qui non ci sono grandi, e tutto quello che facciamo è per noi stessi.”

Spero caldamente che la seguente immagine non nasconda una storia di schiavismo e abusi in ambito aeroportuale. In effetti è più una scena da guinness dei primati.

daeroplane

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01 ott 2009

UFO nel Golfo

Iran | UFO | World of Weird

Alcuni giorni fa (l’ora precisa non è stata resa pubblica), il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniano avrebbe abbattuto un oggetto volante non identificato che stava sorvolando le acque del Golfo Persico.

Degli oggetti luminosi sono stati avvistati sul Golfo Persico. Il Corpo ha mirato ad uno degli oggetti colpendolo, e costringendolo a precipitare ed affondare nelle acque al largo di Boushehr. I tre oggetti luminosi sono stati rilevati dai nostri radar mentre sorvolavano le isole di Khark e Khargou.
– Ali Razmjou, Comandante delle forze locali.

I resti dell’UFO abbattuto non sono ancora stati recuperati.

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20 set 2009

UFO in Cina

Cina | UFO | World of Weird

Il team del Purple Mountain Observatory di Nanjing ha iniziato lo studio di un filmato di 40 minuti girato durante l’ultima eclisse solare, avvenuta lo scorso 22 luglio, nel quale è possibile vedere un UFO cambiare forma e colore mentre attraversa il cielo.
L’avvistamento è stato segnalato anche dagli studenti della cittadina di Deqing, nella provincia del Guandong, che presi dall’osservazione dell’eclissi hanno notato anche lo strano oggetto volante: una decina di loro, fotocamere digitali alla mano, si sono dati da fare per documentare l’evento, poi riportato anche dai notiziari:

Il sito Sina.com riporta: “Un team di osservatori ha scoperto un oggetto non identificato nelle vicinanze del sole. La sua natura fisica è attualmente oggetto di studio. Si sta procedendo all’organizzazione delle risorse per il trattamento ed il completamento e l’esposizione delle analisi dei dati. Il tutto impiegherà almeno un anno di tempo. Ji Hai-sheng, dell’Accademia Cinese delle Scienze, dice che al momento è impossibile ipotizzare cosa sia l’UFO.”

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17 feb 2009

Into the Wild – Russian Style

Russia | World of Weird

La gente del villaggio di Kologriv raccontava di essere terrorizzata da un misterioso uomo che viveva nei boschi. La storia andava avanti da anni, e non erano stati pochi gli episodi in cui l’uomo ha mostrato ciò di cui era capace.

Uno sfortunato comandante di polizia era stato catturato dall’uomo mentre andava a caccia. Tenuto per diverse ore in ostaggio e sotto tiro, è stato poi liberato, mentre il misterioso individuo si dileguava tra gli alberi. Da quel momento, tutti gli agenti di polizia si sono rifiutati di entrare nei boschi per dargli la caccia.

Ricorda una donna della zona, Maria Muzhalova: “I genitori non lasciavano che i figli andassero a scuola senza che i cani li accompagnassero. Lui veniva e rubava gli stivali tenuti fuori dalle case, e le patate dei campi. Se lo incontravi d’estate, era troppo spaventoso da affrontare.”

Quando il bosco venne dichiarato riserva naturale, nacquero altri problemi. Racconta Maxim Snitzin, direttore della riserva: “Eravamo tutti stanchi e ossessionati da lui. Continuava a lasciare in ogni posto le sue trappole per animali. Noi gliele rompevamo, e lui ne fabbricava ancora di più. Poi una volta intrappolò tre nostri ispettori, e disse loro che se li avesse rivisti ancora nei boschi li avrebbe ammazzati.”

Fu in quel periodo che l’uomo dei boschi si guadagno l’appellativo di Rambo, in quanto esperto di armi e di tecniche di sopravvivenza, una chiara analogia con il personaggio cinematografico di Sylvester Stallone.

Il culmine fu raggiunto circa un anno fa, quando l’individuo diede fuoco a 30 residenze estive della zona, tutte appartenenti a ricchi moscoviti. Nonostante la gravità del reato, la polizia si rifiutava ancora di avere qualcosa a che fare con lui. Ma a quel punto il Dipartimento delle Riserve Naturali di Mosca, irritato dalla passività delle forze di polizia di Kologriv, decise di intervenire con un’operazione di sorveglianza speciale, inviando sul posto un team di tutto rispetto, costituito da sei poliziotti specializzati – alcuni dei quali veterani della guerra in Afghanistan – e quattro rangers armati.

Racconta uno dei poliziotti, Andrei Potemkin: “Ci ha teso un agguato e gli abbiamo detto che se si fosse arreso non gli avremmo fatto alcun male. E lui ha urlato: ‘non ho nulla da perdere‘. E poi ha aperto il fuoco. Ha colpito due degli altri e sparato contro di me. Il giubbetto antiproiettile mi ha salvato la vita. Poi ha dato fuoco alla sua casa, e tutto si è coperto di fumo. Un vero professionista. Mentre aiutavamo i feriti, ci ha girato intorno, nascondendosi nel fumo, e tagliandoci via dagli altri. E’ stata per pura fortuna che il cecchino lo abbia individuato all’improvviso tra gli alberi e abbia premuto subito il grilletto. Gli ha sparato dritto in testa ed è morto in un lampo.”

L’uomo era armato con due shotgun ed una pistola di fabbricazione artigianale. Nella sua abitazione, una vecchia stazione abbandonata del corpo forestale, sono state ritrovate altre armi, dozzine di pellicce, centinaia di trappole e libri sulla caccia e sulle tecniche di sopravvivenza.

E’ stato solo ritrovando i suoi documenti, e verificandone l’autenticità con la famiglia, che i poliziotti hanno potuto rivelare la sua identità, e ricostruire la sua storia.

Alto più di due metri, barba incolta, Alexander Bichkov, ex-guardia forestale, era il discendente di una famiglia di criminali esiliati da Stalin negli anni ‘40, inviati nella regione di Kostroma, a circa 700 chilometri ad est di Mosca. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica Bichkov, divorziato, si rifiutò di pagare gli alimenti alla ex-moglie come ordinato dal tribunale, e scomparve da casa sua, nei pressi del villaggio di Kologriv.

A dieci anni dalla sua scomparsa, nel 1997, la famiglia lo ha dichiarato morto. Ma Bichkov si era invece ritirato a vita solitaria nei boschi intorno a Kologriv, dove viveva in uno stato semi-selvaggio nella vecchia stazione forestale ed in accampamenti artigianali, cacciando animali per nutrirsi, ed avventurandosi fuori dai boschi solo d’estate, quando non lasciava impronte che avrebbero potuto condurre qualcuno alla sua abitazione.

Dichiararono le forze di polizia: “Al tempo la foresta non era stata dichiarata riserva naturale, per cui nessuno lo ha disturbato per anni. Quando i suoi genitori sono morti, e sua sorella e il marito lo hanno dichiarato legalmente morto – non avendolo più visto per tanto tempo – hanno venduto la sua casa. Pensiamo sia stato questo a farlo arrabbiare, rendendolo furioso nei confronti di chiunque traslocasse nella regione per costruire una casa, al punto da bruciare le loro case perchè lui non ne aveva più una. Si sentiva il re della foresta, e quando lo abbiamo scovato ha combattuto fino alla fine. Era tutto ciò che gli era rimasto. Non aveva più nessun posto dove andare.”

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15 feb 2009

Impronte e Iniezioni, sul Posto

Cina | Paranoia & Sorveglianza | Supercontrollo

fingerprint.pngDal prossimo marzo un centinaio di agenti di polizia di Austin (Texas), avrà a disposizione il BlueCheck, uno scanner portatile per impronte digitali, che potrà utilizzare per l’identificazione veloce dei responsabili di crimini e contravvenzioni, comprese guida senza patente, passaggio con il rosso, detenzione di piccole quantità di marijuana.
Dice Al Eels, assistente capo di polizia: “E’ una nuova tecnologia, certamente lo è per noi. Vogliamo vedere come vengono usati i dispositivi ed il loro valore nei termini di ciò che facciamo qui.”

Il Blue Check, del costo di 1000 dollari, è prodotto dalla Cogent Systems, una compagnia di Pasadena (California), che ha già stipulato contratti con le autorità di vari stati americani, nonchè con la Homeland Security.

Ad Austin il Blue Check verrà collegato ad un database acquistato diversi anni fa, che contiene quasi un milione di impronte digitali, appartenenti ai soggetti arrestati negli scorsi anni.
La procedura mirerebbe a risparmiare tempo a fatica agli agenti, che in mancanza di informazioni rilevanti collegate all’auto dei sospetti è spesso costretta a portarli al commissariato per poi procedere all’identificazione.
Con il BlueCheck gli agenti proporranno la scansione come una scelta volontaria, salvo poi ricordare che il rifiuto di sottoporsi alla scansione potrebbe portare all’arresto.
Se il dispositivo trova qualcosa sul database, i dati del soggetto vengono visualizzati sul computer dell’auto di pattuglia. In caso contrario (ad esempio perchè il soggetto non è mai stato in prigione), si potrà comunque procedere ad un arresto.

I gruppi per i diritti civili hanno sollevato le loro proteste: questa procedura non sarà troppo sproporzionata? E’ giusto prendere le impronte digitali di una persona anche solo per una contravvenzione stradale, come il passaggio con il rosso?
Jim Harrington, responsabile del Texas Civil Rights Project, è preoccupato: “Ho un problema con la quantità di tecnologia che (il capo della polizia Art Acevedo) sta usando. Sembra sottintendere che la cosa più giusta da fare sia usare tutta la tecnologia a disposizione.”

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La Cina non si è mai fatta scrupoli riguardo le condanne a morte. Secondo Amnesty International, solo nel 2005 sarebbero state compiute almeno 1770 esecuzioni. Ma dato che il numero esatto è un segreto di stato, potrebbero arrivare anche fino ad 8000.
Ma anche in questo si respira una certa aria di rinnovamento, se così si può dire: infatti la modalità di esecuzione sta lentamente cambiando, ed il predominio del plotone di esecuzione sta lasciando il passo alle iniezioni letali, che negli ultimi anni è stata utilizzati nel circa il 40% delle condanne.

E in un esubero di spirito pratico, la Jinguan Automobile, già produttrice di limousine antiproiettile e furgoni blindati, ha deciso di commercializzare un furgone provvisto di tutto il necessario per l’esecuzione, che viene definita meno crudele, più civilizzata e più sicura dai suoi sostenitori.
Il veicolo è già stato soprannominato “il furgone della morte”.

Il progettista del furgone, Kang Zhongwen, è entusiasta: “Promuove i diritti umani”, dice, “E’ un deterrente che scoraggia gli altri dal commettere crimini, ha più impatto”. E con una punta di orgoglio conclude: “Sono molto fiero del lettino. E’ molto umano, come quello di un’ambulanza”.

I furgoni potrebbero far risparmiare molti soldi ai piccoli centri che, altrimenti, dovrebbero sobbarcarsi il costo della costruzione degli stabilimenti per l’esecuzione delle condanne, nelle prigioni o nei tribunali. Oppure dover pagare circa 350 dollari per trasportare il condannato a Beijing e acquistare il mix di sostanze letali, che solo lì viene prodotto: tiopentale sodico (per far perdere i sensi), broruro di pancuronio (per rilassare i muscoli) e cloruro di potassio (per arrestare il cuore). I furgoni possono invece spostarsi di città in città, e andare dove sono richiesti. Per tutta sicurezza le esecuzioni all’interno del furgone vengono filmate, ed il video trasmesso in diretta alle autorità locali, di modo che si possa confermare la corretta procedura nei termini di legge.

I critici però sostengono che il furgone potrebbe facilitare e fare da copertura per il commercio illegale degli organi dei condannati.
Da una parte c’è il fatto che le iniezioni lasciano intatto il corpo, e richiedono la partecipazione di personale medico.
Dall’altra c’è anche il rifiuto cinese di permettere l’esame dei cadaveri dei condannati, che subito dopo l’esecuzione vengono trasportati in un crematorio e bruciati prima che altri testimoni o gli stessi parenti possano vederli.
E non sono solo sospetti, come dichiara Mark Allison, ricercatore asiatico di Amnesty International: “Abbiamo raccolto prove che suggeriscono il coinvolgimento, nel traffico di organi, della polizia, dei tribunali e degli ospedali.”

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01 feb 2009

Prima o Poi…

Attualità | Iran | Israele

Ieri l’ambasciatore israeliano in Australia, Yuvem Rotem, si è reso protagonista di un momento piuttosto singolare, durante il quale si è lasciato scappare un’affermazione che potrebbe gettare lunghe ombre sui prossimi sviluppi militari in Medio Oriente.

There is room to put together some more forces of moderates around a realignment of forces that can handle and can address the main strategic challenge that we’re all going to face in the upcoming month, and that’s going to be Iran… I… if he can switch off this… the camera?

Rotem stava parlando ad un incontro con la comunità ebraica di Sidney, ignaro che una telecamera di Channel Seven stesse registrando. Secondo la reporter Sarah Cummings, dopo aver fatto spegnere la telecamera, Rotem ha detto di aspettarsi che l’Iran accumuli talmente tanto uranio da raggiungere, nei prossimi 14 mesi, un punto di non ritorno.

Sempre secondo quanto riportato dalla Cummings, Rotem ha affermato che l’offensiva militare a Gaza aveva anche la funzione di dimostrare la determinazione israeliana nell’assumere un impegno deciso.

Nel pomeriggio, l’ambasciatore ha negato che Israele stia preparando un’offensiva diretta verso l’Iran, pur ribadendo che l’Iran (nello specifico: il suo programma nucleare) deve venire fermato.

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06 gen 2009

Sempre una Questione di Forma

Attualità | Israele | USA

Nel vedere il rinnovamento sanguinoso dei conflitti tra Israele e Palestina – una storia sempre troppo lunga e sulla quale non riesco a vedere soluzioni – alla faccia di tutte le moderate iniziative internazionali – se non un prolungamento infinito o il completo genocidio arabo da parte dell’esercito israeliano, mi era venuta l’idea di compilare una cronologia degli ultimi eventi, specie dopo aver sentito (malauguratamente) le dichiarazioni dell’establishment politico italiano (Frattini in testa), che non solo riescono a bella posta a ragionare con due pesi e due misure sebbene per certi versi il conflitto medio-orientale presenti una simmetria sconcertante (a parte le tecnologie utilizzate, certamente), ma non osano minimamente – molto probabilmente per ignoranza e puro gioco politico – affrontare le motivazioni alla base di questa guerra. Pensando ad una semplice cronologia dei fatti, stavo cadendo anch’io in pieno in questo gioco perverso.

C’è una guerra, ci sono scontri, razzi che volano da una parte e bombardamenti aerei dall’altra (nonchè rifiuti israeliane per gli aiuti umanitari ed altre amenità del genere – molto umane senza dubbio). Ma perchè? Qualcuno se ne ricorda il perchè? Meglio ancora, interessa ancora saperlo? Ha una qualsiasi importanza? A quanto pare il trucco è fare qualcosa abbastanza a lungo perchè se ne perda la nozione temporale. C’è una guerra, c’è sempre stata, così è il mondo.

A stuzzicarmi mi compare davanti agli occhi l’articolo di Re Abdullah (1882 – 1951), fondatore della Giordania, che nel 1947, poco dopo il termine della Seconda Guerra Mondiale, scrisse un articolo su un periodico americano esponendo il punto di vista arabo sul problema dell’immigrazione ebraica in Palestina. E’ un articolo che se da una parte presenta fatti e concetti che sono strettamente legati al tempo della sua pubblicazione, dall’altra contiene pensieri e ragionamenti perfettamente applicabili ancora adesso, proprio perchè alla base di questo assurdo conflitto ci sono delle idee che vanno a pescare direttamente alla religione ed ai testi sacri.

Religione. Alla fine è tutto qua. Migliaia di morti e feriti, case e infrastrutture distrutti, attentati e assassinii. Per una causa religiosa che vale la pena ricordare, anche se al punto in cui siamo arrivati le cose procedono praticamente per inerzia, in una serie di sanguinosi botta e risposta ai quali non riesco, sinceramente, a vedere un esito positivo.

E tralaltro, considerando i soldi sborsati dagli USA per “aiutare” Israele (un aiuto: 2,4 miliardi di dollari nel 2008, praticamente tutti utilizzati per comprare armamenti, il 75% dei quali americano – e quindi tutto torna, pure i soldi a casa), si tratta di una guerra, dalla sua parte, tremendamente inefficiente. Se non fosse un massacro continuo di civili, potrebbe quasi sembrare ridicola.

Ma chiudo qui. Ed ecco a voi l’articolo, da me tradotto (qui la versione originale), per la vostra conoscenza.

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