Archivio: Internet


01 feb 2010

Intreccio di Percezioni

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Come sinestesia vado appunto a riferirmi a quel particolare fenomeno che permette ad una persona di avere esperienza di un proprio senso percettivo con l’aggiunta di un “senso” bonus che va ad aggiungersi al primo. E’ un concetto che riveste un suo fascino surreale (e non parliamo neanche di un fenomeno rarissimo, a ben vedere), e viene espresso in tutto il suo potenziale nel cortometraggio Synesthesia di Terri Timely, in cui una tranquilla famigliola nipponica si abbandona a quelle che dovrebbero essere normali attività quotidiane.

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27 gen 2010

The TV Show

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Non so per quante volte guarderò questo videoclip, che propone al tempo stesso la varietà degli scenari televisivi (acutamente distinti da diversi colori) ed un fil rouge che diventa sempre più evidente man mano che la situazione degenera nell’assurdo. Senza contare che ad ogni visione aumentano i particolari rilevati, e cresce la consapevolezza dell’interconnessione tra le scene. Il tutto accompagnato da un motivetto elettronico che sottolinea e impartisce il ritmo del filmato. The TV Show: un piccolo spettacolo.

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08 nov 2009

Robottoni in Uruguay

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Veramente notevole il cortometraggio Ataque de Pánico!, diretto dall’uruguayano Fede Alvarez, che con un budget alquanto limitato (300 dollari se non ricordo male) ha portato su schermo un’invasione di astronavi e robottoni giganti che ancora una volta mi porta ad ammirare le potenzialità amatoriali degli appassionati di cinema. Se non sbaglio la frequenza con cui emergono piccole chicche di qualità come questa sta aumentando, e la cosa non può che farmi piacere.

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Un Lento Omicidio

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Pare che abbia riscosso un discreto successo il long-trailer realizzato da Richard Gale per questo horror che ricorda, per la sua demenzialità, la nostrana Shortcut di Maccio Capatonda e company. Il titolo è The Horribly Slow Murderer with the Extremely Inefficient Weapon, e già dalla natura del titolo lascia intravedere l’intensità surreale della vicenda. Il resto è tutto da vedere – prendetevi una decina di minuti per la visione.

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Fantasmi Urbani Digitali

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argleton

Chissà se Roy Bayfield ha inarcato un sopracciglio, quando un suo collega della Edge Hill University gli ha fatto notare che Google Maps segnalava, poco lontano dalla città di Ormskirk, dove vivono, l’esistenza di una località denominata Argleton – di cui non aveva mai sentito parlare.
Comunque sia, la curiosità si è impadronita di Bayfield, ed ha deciso di andare a verificare: “Ho cominciato a fantasticare su cosa potesse essere quel luogo, un universo alternativo, un mondo sullo stile di Narnia. Sono rimasto affascinato dall’apparizione di un luogo inesistente che tramite internet è riuscito ad acquistare la forza di una semi-esistenza”.
Perchè in effetti Argleton non esiste: sebbene il sito riporti notizie che lo accrediterebbero come una località reale, Bayfield ha controllato e, sul posto, non ci sono altro che campi verdeggianti.

Joe Moran, esperto di mappe della John Moores University di Liverpool, afferma: “Potrebbe essere un errore deliberato per impedire la copia delle mappe. A volte vengono inserite strade inesistenti, così ritrovando gli errori si prova che una mappa è rubata. Ma non ho sentito mai di un caso simile su Google Maps.”

Un portavoce di Google ha invece dichiarato: “Nonostate la grande maggioranza delle informazioni sia corretta, avvengono occasionalmente degli errori. Lavoriamo costantemente per migliorare la qualità e la precisione delle informazioni disponibili su Google Maps, e in questo apprezziamo il feedback dei nostri utenti che ci aiutano. La gente può segnalare un problema direttamente al provider dei dati, in modo che successivamente possa venire aggiornato.”

I dati che hanno provocato l’apparizione di Argleton sono forniti dall’olandese Tele Atlas, che provvederà ad eliminare l’anomalia urbana dalle mappe. Resta il fatto che nè loro, nè quelli di Google sono riusciti a spiegarsi come Argleton sia saltata fuori dal nulla, o meglio dai dati dei loro database.

Fonte

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14 ott 2009

In Un Minuto

Cinema | Internet

Mi affascina constatare come sia possibile ridurre un film ai suoi componenti minimi ed essenziali, mettendo da parte tutto ciò che viene costruito sulle situazioni centrali che linearmente (quando possibile) forniscono corpo alla trama. Qui c’è solo lo scheletro – secondo la visione dell’autore della riduzione, che in genere viene universalmente accettata, tanto basici sono i suoi elementi – e di circa due ore di spettacolo ne rimangono un paio di minuti o anche meno.
E’ ovvio che una riduzione del genere non è poi così rappresentativa, ma presumo che andando a toccare in sequenza le note che si sono impresse nella nostra memoria, risuonano nella nostra testa di un senso di familiarità che richiama a sè l’eco di tutta l’esperienza che ci ha visto spettatori.

La palma, in questo senso, va sicuramente alla Angry Alien Productions, che da più di cinque anni sforna riduzioni di film a 30 secondi – e tutte interpretate da conigli, cosa che ingenera una certa ilarità. Il loro catalogo di corti (anzi, cortissimi) è arrivato alla sessantina di produzioni, tanto che per la fine di questo mese è prevista l’uscita di un DVD. A colpi di mezzo minuto è facile lasciarsi catturare da “ancora un altro e poi basta”.

Ma mi risulta simpatico anche il lavoro della Felt Tip Films, che ha realizzato un paio di riduzioni ad un minuto con un pugno di amici, del materiale pescato qua e là se non autoprodotto ed un campo di calcio che fa da set (praticamente bidimensionale).

Questo, ad esempio, è 28 Days Later:

Meritano anche Kill Bill (entrambi i volumi in una botta sola), e Forrest Gump.

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22 set 2009

Nella Scatola

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Questo doveva essermi proprio sfuggito (oppure me ne sono rapidamente dimenticato, ma mi sembra strano).

What’s in the Box è il nome di un video apparso in rete la scorsa primavera, un cortometraggio di nove minuti realizzato dall’olandese Tim Smit che ha destato meraviglia e curiosità per la sua qualità (il tutto al costo di “150 euro e una pizza”, a quanto dichiara lo stesso Smit, e girato interamente nella cittadina di Nijmegen).

La storia va completamente intuita, ma il progetto strizza l’occhio sia al telefilm Lost (dal tema musicale di Michael Giacchino alla serie di numeri che può venire utilizzata su un sito collegato per accedere a materiale aggiuntivo, mentre sul sito ufficiale c’è un collegamento alla Hanso Foundation, nome familiare per i fans), sia al videogioco Half-Life 2 (il vortice nel cielo, gli effetti sonori e i grugniti Combine degli inseguitori), tanto che si ipotizzò trattarsi di un viral video sul terzo episodio (e non a torto, devo dire)

La produzione non ha mancato di attirare l’attenzione della 20th Century Fox: Smit spera che il progetto abbia la possibilità di svilupparsi in qualcosa di più ampio.

Riporto il cortometraggio da YouTube, ma raccomando la visione dalla pagina originale (soprattutto per la maggior qualità video), che al momento include anche un secondo corto, “Last_Footage”, che fornisce una sorta di micro-prologo alla vicenda.

Il filmato è d’impatto, anche se in fin dei conti non è molto più di una cutscene, se vogliamo. Vengono proposti alcuni elementi che potrebbero benissimo far parte di un progetto a sè stante, che ora l’autore potrebbe espandere e approfondire con un background più particolareggiato. Dal quale – e non sarebbe male – potrebbe germogliare anche una trama interessante.
Speriamo.

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Feline Fashion!

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kittywigpink

Dite quello che vi pare, ma è difficile resistere al fascino esilarante di un gatto in parrucca.
Il tutto su KittyWigs, con qualche altra foto nella pagina dedicata al libro e nelle latest news.

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